La Bifobia: Cos’è e Come Combatterla

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Ragazzi bisessuali innamorati

Riconoscere e Combattere la Bifobia

Ancora oggi la diversità sessuale non è ben accetta da un numero fin troppo grande di persone, che hanno paura di un qualcosa di diverso da ciò che loro definiscono “normale”. Purtroppo questa insensata paura di tramuta in odio e persecuzione verso Bisessuali, Omosessuale e Transessuali. Persecuzione che priva i bisex della loro libertà di espressione, troppo spesso confusa con la promiscuità sessuale, e che li porta purtroppo ad una forma di bifobia interiorizzata. In questo articolo cercheremo di spiegare in cosa consiste la bifobia, come riconoscersi bifobici e come combattere questi pregiudizi e paure sterili.

Ragazzo che sostiene il movimento LGBTQ

Ragazzo che sostiene la libertà sessuale

Cos’è la Bifobia

Il vocabolario Treccani definisce la bifobia come “avversione ossessiva per i bisessuali e la bisessualità”.
La parola ha all’interno la locuzione “fobia” proprio per indicare una paura immotivata a disfunzionale nei confronti di persone che si definiscono bisessuali. La persona che soffre di bifobia nutre un’avversione estrema e negativa nei confronti di persona che definiscono il loro orientamento sessuale fluido, orientato sia verso il sesso femminile che maschile.

Cosa Significa Essere Bisessuali

Per comprendere meglio questo fenomeno è utile definire cosa vuol dire la parola “bisessuale”. Fu utilizzata per la prima volta nel 1809 in ambito botanico, poiché erano chiamate in questo modo le piante che possedevano organi riproduttivi femminili e maschili.
Ad oggi il termine bisessuale indica l’orientamento sessuale di un individuo che definisce se stesso libero e propenso a provare attrazione sessuale, sentimentale, relazionale con entrambi i sessi.
Di conseguenza una persona che si definisce bisessuale può essere attratta sia da un uomo che da una donna senza che il genere sessuale del partner comprometta l’attrazione verso egli.
È indispensabile, a seguito delle difficoltà che stiamo affrontando riguardo l’accettazione e la normalizzazione dei diversi orientamenti sessuali, sottolineare che la bisessualità non è una scelta ponderata, né una moda temporanea: la persona bisex non sceglie di esserlo ma scopre di esserlo man mano durante il suo percorso di crescita personale ed interpersonale.

Come Capire se Sono Bisessuale

Sono stati diversi gli studi svolti in ambito di ricerca per definire in modo chiaro cosa sia la bisessualità e comprendere quando ci si può definire bisessuali.
Uno tra tutti è stato svolto da Alfred Kinsey in uno studio trasversale che ha raccolto dati tra il 1947 e il1953 all’interno di quello che fu chiamato il “Rapporto Kinsey”.
In questo arco temporale, Kinsey studiò i comportamenti ed i gusti sessuali della popolazione americana e già in quel periodo storico chiarì quanto fosse difficoltoso delineare una linea di confine tra l’orientamento eterosessuale da quello bisessuale.
La comprensione del proprio orientamento sessuale non può essere delineata in base all’attrazione preponderante che la persona sperimenta. È un processo vero e proprio, fluido e non standardizzato, che può modificarsi nel tempo di vita dell’individuo e subìre diverse trasformazioni senza necessariamente avere una netta definizione.

Ragazzo che piange perchè ha paura di essere bisessuale

Bifobia Interiorizzata

In una dimensione sociale tendenzialmente non aperta ad aspetti di fluidità nei confronti di persone con orientamenti sessuali altri rispetto all’eterosessualità, vien da sé pensare che si possa incorrere in una difficoltà di accettazione non solo del mondo esterno ritenuto “estraneo” e quindi pericoloso pe sé, ma anche di se stessi e delle proprie naturali pulsioni e orientamenti che possono essere letti come “insani”.
È così che nasce la bifobia interiorizzata. Le persone che presentano una identità sessuale fluida, quindi caratterizzata da attrazione per entrambi i sessi, possono, proprio per paura di questo loro orientamento, sviluppare emozioni negative e non accettazione nei confronti della bisessualità. È come se rifiutassero una parte di sé perché ritenuta pericolosa, e per poter non accettare una parte istintiva e non scelta di se stessi, avessero necessità di renderla “pericolosa” nel loro immaginario esistenziale.
L’omofobia interiorizzata, per poter essere attiva, necessità un odio e un allontanamento esclusivo e non ragionevole nei confronti di orientamenti sessuali non etero, proprio perché stando lontani da questi ci si allontana anche dal proprio desiderio pulsionale recondito che non si riesce a gestire se non negandolo. La negazione di un aspetto innato e quindi naturalmente attivo di sé può comportare manifestazioni di rabbia estreme e anche problemi di natura psicologica molto gravi che possono sfociare in disturbi (depressione, mancanza di autostima, non accettazione di sé, disturbo ossessivo-compulsivo).

Bisessualità Confusa con la Promiscuità Sessuale

Spesso nell’immaginario collettivo capita di assistere ad una correlazione impropria ed errata tra l’orientamento bisessuale e alcuni stereotipi sociali e culturali.
Le persone che si definiscono bisessuali sono identificate come persone promiscue, indecise, confuse, non sicure della loro identità e/o che stanno sperimentando una fase di vita passeggera e poco importante.
Queste definizioni non fanno altro che rendere l’orientamento sessuale non riconosciuto da un punto di vista esistenziale e incrementare la percezione di giudizio nei confronti di una naturale propensione e identità.
L’associazione di bisessualità con promiscuità è caratterizzata dall’idea insana che le persone con orientamento bisessuale possa essere instabili mentalmente, non chiare e definite rispetto ai loro desideri interpersonali. Questa idea deriva dall’ipotesi secondo cui un uomo e una donna siano così diversi da non poter avere la possibilità legittima di essere attratti da entrambi i sessi. Una descrizione sociale e culturale che non ha nessuna logica scientifica.
Lo stereotipo di promiscuità presuppone che i bisessuali siano inevitabilmente fedifraghi e che non abbiano una idea chiara di relazione monogama ma che cerchino di intraprendere relazioni extraconiugali segrete che minano la fedeltà e il benessere della coppia.
La verità invece è che anche in questo caso non esistono studi e ricerche che possano affermare che ci sia una differenza sostanziale tra l’orientamento della persona e la sua propensione o meno alla monogamia.

Differenza tra Bifobia, Omofobia e Transfobia

La differenza sostanziale tra la bifobia correlata alla omofobia e alla transfobia riguarda l’orientamento sessuale specifico di questi titoli.
In particolare l’omofobia è caratterizzata da una emozione dispregiativa e negativa nei confronti dell’orientamento omosessuale. Di conseguenza, la spiegazione intrapsichica di questo sentimento può essere caratterizzata sia da una paura di scoprirsi omosessuali, sia da un sentimento culturale e di natura sociale che sottende un pregiudizio nei confronti di persone che non hanno un orientamento etero sessuale. L’omofobia può sfociare in atteggiamenti discriminatori verbale e purtroppo anche fisici (violazione dei diritti umani, violazione del principio di uguaglianza, discriminazioni pubbliche e/o private,…).
La transfobia ha un significato simile ed è allo stesso modo una manifestazione discriminatoria nei confronti però di persone transgender, cioè che sentono di appartenere ad una identità sessuale differente da quella del loro sesso biologico.

Coppia di omosessuali

Ho Scoperto di Essere Bifobico, Che Faccio?

Non vi è nulla di negativo nel riconoscere una difficoltà ed esplicitarla, poiché è proprio questo il primo passo indispensabile per cercare di muoversi verso una soluzione funzionale per se stessi.
Se dovessi scoprire e riconoscerti in un atteggiamento bifobico non esitare a ragionare sulla possibilità di contattare un professionista che possa aiutarti a comprendere meglio l’origine della difficoltà e del pensiero intrusivo e a riconoscere gli strumenti per combattere il pensiero negativo.

Come Combattere la Bifobia

Una delle possibili strade da intraprendere che possa aiutare nella scoperta della problematica e nella riduzione dell’atteggiamento disfunzionale è la terapia cognitivo comportamentale.
La terapia cognitivo comportamentale si basa sul riconoscimento, insieme all’esperto, dei pensieri, atteggiamenti e problematiche correlate all’insorgenza del comportamento negativo.
Durante gli incontri, il terapeuta raccoglierà informazioni circa l’insorgenza del sintomo, la sua manifestazione, le cause e la modalità con cui possa arrecare danno al diretto interessato e al mondo esterno. Insieme alla persona verranno messe in atto strategie alternative funzionali volte a ridurre e infine eliminare il sintomo fobico e quindi a migliorare la qualità di vita dell’individuo individualmente e in relazione con il mondo.

Ragazzi bisessuali e ragazza felici

Giornata Internazionale Contro l’Omofobia, Bifobia e Transfobia

A causa delle continue discriminazioni volte contro persone con orientamento non eterosessuale, l’Unione Europea e le Nazioni Unite hanno istituito il 17 maggio 2004 la Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la Bifobia, la Transfobia, intitolata con l’acronimo IDAHOBIT (International Day Against Homophobia, Biphobia, Transphobia).
La giornata si celebra ogni anno dal 2004 e ha come scopo sociale quello di sensibilizzare più possibile l’essere umano circa l’uguaglianza a livello esistenziale di tutte le persone che, avendo orientamenti sessuale e identità sessuali differenti, non hanno nessun tipo di diversità da un punto di vista biologico, interpersonale, sociale.
Vengono infatti coordinati eventi internazionali anche per prevenire appunto il fenomeno problematico della fobia nei confronti di persone che non hanno nulla di differente e/o problematico rispetto ad una classificazioni eterosessuale.

 

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Dott. Damiano Colamonico

Psicologo Specializzato nel Trattamento Cognitivo Comportamentale e Ossessioni Sessuali

La bifobia sta diventando un problema per la tua quotidianità? Stanno influenzando il normale scorrere delle tue giornate e intaccando la tua serenità e benessere?

Da anni tratto pazienti affetti da questo genere di fobie mediante le più innovative tecniche cognitive comportamentali presso il mio Studio di Psicologi Specializzati a Torino.

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    Dott. Damiano Colamonico
    Dott. Damiano Colamonico
    Sono il Dott. Damiano Colamonico, psicologo a Torino ad orientamento Cognitivo Comportamentale. Esperto dei principali approcci in campo di neuroscienze, psicologia cognitiva e neuropsicologia, dirigo il Centro Clinico “StudioColamonico” a Torino e Chieri dove, insieme ai miei collaboratori, mi occupo di riabilitazione e trattamento dei principali disturbi della sfera psicologica. Attraverso i miei studi in tecniche cognitivo comportamentali presso l'istituto Watson di Torino ho appreso le più efficaci strategie di intervento per la riabilitazione dei più comuni disturbi mentali e della sofferenza psicologica.

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