Compulsioni: Cosa Sono, Tipologie e DOC

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Compulsioni nel Disturbo Ossessivo Compulsivo e Altri Disturbi Impulsivi

Le compulsioni sono definibili come comportamenti, pensieri e movimenti impulsivi, incontrollabili e ripetuti utilizzati per rispondere a stati di ansia o angoscia. Sono comuni nel disturbo ossessivo compulsivo (DOC) in risposta alle ossessioni, quei pensieri intrusivi e pervasivi causa di preoccupazione, che viene per l’appunto mediata attraverso comportamenti disfunzionali quali le compulsioni, attuati nonostante siano causa di ulteriore ansia e danneggino la quotidianità dell’individuo. In questo articolo ne definiamo le caratteristiche, le tipologie, delineando il trattamento per guarire dalle compulsioni.

compulsioni reazione all'ansia

Cosa Sono le Compulsioni? Definizione

Le compulsioni sono atteggiamenti che l’individuo mette in atto in modo ripetuto e che, agli occhi esterni, vengono riconosciute come azioni inadeguate e senza un senso specifico. Le persone che mettono in atto le compulsioni si rendono spesso conto di avere manifestazioni comportamentali dannose e non utili, ma la messa in atto delle stesse risulta più forte della volontà di non effettuarlo.

La parola “compulsione” ha origine latina e significa “spingere con forza” (compellere). Il significato fa comprendere come l’atteggiamento compulsivo sia perpetuato senza controllo e in modo ripetitivo dall’individuo.

La compulsione si manifesta attraverso un agito ripetuto ed incontrollabile che si manifesta successivamente ad uno stato psicologico eccitante e minaccioso. La conseguenza a livello psicologico della messa in atto dell’atteggiamento sarà una temporanea sensazione di sollievo che andrà via in breve tempo, comportando la necessità, da parte dell’individuo, di mettere di nuovo in atto la compulsione.

Caratteristiche e Finalità dei Soggetti con Compulsioni

Una persona che soffre di compulsioni presenta un quadro comportamentale ampio e vario, poiché l’atteggiamento ripetitivo può avere diverse sfumature ed essere caratterizzato da differenti azioni.

In generale, l’atteggiamento ripetitivo della compulsione presenta finalità rassicuranti che possono essere delineate in questo modo:

  • La persona mette in atto la compulsione per evitare un possibile danno per se stesso o nei confronti dell’”altro”. L’individuo è governato, in questo caso, da una paura spasmodica e disfunzionale che una sua possibile azione e/o una non azione compiuta, possa costituire un danno irreparabile a livello fisico, contestuale, economico, sanitario nei propri confronti e nei confronti dell’altra persona.
  • Un’altra finalità può essere ascrivibile al bisogno di sentirsi “a posto” con se stessi e con gli altri. In questo caso l’individuo mette in atto azioni volte a ridurre la sensazione di aver svolto un’azione sporca, peccaminosa, cattiva agli occhi del mondo esterno (senza che il mondo esterno se ne sia reso conto), o nei confronti delle proprie idee di giustizia e del significato di valori attribuito da egli ad eventi, persone, relazioni.

ossessioni e compulsioni tipiche del doc

Ossessioni e Compulsioni (DOC)

Le compulsioni giocano un ruolo fondamentale nel Disturbo Ossessivo Compulsivo, poiché sono la conseguenza delle ossessioni.

Nel DOC infatti, l’individuo si ritrova a subìre contro la sua volontà pensieri, idee, fantasie, sogni disturbanti e intrusivi durante l’arco della propria giornata.

L’impossibilità di controllare queste ossessioni fa sì che la persona metta in atto delle compulsioni, quindi dei comportamenti ripetuti e ben strutturati, che fungono da mediatori dell’ossessione subita dall’individuo. L’obiettivo quindi sarà quello di ridurre più possibile la sensazione di essere soverchiato dalle ossessioni e le compulsioni saranno uno strumento che ridurrà nell’immediato il pensiero intrusivo ma che non lo eliminerà, costituendo così un circolo vizioso di ossessioni e compulsioni ripetute durante la giornata. Per saperne di più, consulta la pagina dedicata al Disturbo Ossessivo Compulsivo.

Quando le Compulsioni Sono Manifestazione del Disturbo Ossessivo Compulsivo?

Come detto, le compulsioni possono essere tutti quei comportamenti e pensieri “stereotipati” che l’individuo mette in atto per rispondere ad una preoccupazione o angoscia, risolvendo temporaneamente ad un bisogno di controllo. Ma quando le compulsioni sono una manifestazione del Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC)? Il DOC è caratterizzato da ossessioni e compulsioni, sebbene queste ultime non siano sempre presenti e vi possa essere un disturbo ossessivo compulsivo senza compulsioni. Le ossessioni nel paziente affetto da DOC sono totalizzanti, così come lo sono le compulsioni, che occupano gran parte della giornata del soggetto e ne rendono la vita impossibile e disfunzionale, causando ulteriore angoscia o disagio nei diversi ambiti di vita. Il DOC può manifestarsi in età molto giovane, ma essere causato anche da un evento di vita specifico e/o traumatico. Nel Disturbo Ossessivo Compulsivo le compulsioni sono un meccanismo di risposta spesso correlato alla natura delle ossessioni: ad esempio nel DOC da contaminazione, il soggetto risponde all’ossessione di essere contagiato con la pulizia o l’evitamento di contatto o di luoghi che presume essere contaminati.

Compulsioni, Dipendenze e Disturbi Alimentari

Le compulsioni possono manifestarsi anche in correlazione con altri disturbi di natura alimentare o correlati alle dipendenze.

Nello specifico, nei disturbi alimentari la persona può mettere in atto delle compulsioni finalizzate a mantenere un equilibrio precario e disfunzionale nell’assunzione di cibo. Una persona che soffre di anoressia può, per esempio, mettere in atto comportamenti come dividere il pane in piccoli pezzettini per ridurre la visione di esso nell’insieme e avere la percezione che sia una quantità minore, oppure avere un’accortezza estrema rispetto alla misurazione degli alimenti che nel momento in cui non corrisponde alla quantità “giusta” per non ingrassare, comporta una manifestazione di stati di ansia e una impossibilità e rifiuto di assumere l’alimento.

Parliamo di comportamenti compulsivi, come nel caso del BED, il Binge Eating Disorder o disturbo da alimentazione compulsiva, quando un’abitudine come quella del mangiare, diventa una compulsione che può essere dovuta a stati emotivi negativi, oppure un’incapacità di controllare lo stimolo-risposta tra fame e nutrimento.

Nelle dipendenze, la compulsione è infatti definita come l’incapacità da parte dell’individuo a controllare l’assunzione della sostanza. Quindi l’atteggiamento della persona sarà quello di essere schiavo della sostanza stessa e dell’assunzione di essa anche in determinati momenti della giornata, con il pensiero delirante che possa aiutarlo a stare meglio e a ridurre la sensazione di malessere emotivo alla base dell’assunzione.

 

compulsione da pulizia

Cause delle Compulsioni

Le compulsioni, come anche la manifestazione del Disturbo Ossessivo Compulsivo, attualmente non presentano cause biologiche ben definite. Ci possono essere però delle concause e delle situazioni personali, relazionali, contestuali che possono incidere sull’esordio del sintomo.

Ad esempio una storia familiare caratterizzata da persona vicine che hanno sofferto e che soffrono di DOC, può incidere sulla crescita del bambino che, da giovane adulto, può aver normalizzato i comportamenti compulsivi osservati e quindi aver costituito dei propri comportamenti compulsivi finalizzati a mediare gli stati emotivi oscuri e disturbanti.

Oltre a questo, anche eventi contestuali di vita che risultano stressanti e faticosi per l’individuo, di qualsiasi natura e tipologia (un lutto, un trasloco, la perdita del lavoro, la fine di una relazione, condizioni ambientali avverse come la pandemia che stiamo affrontando in questo ultimo periodo) possono comportare una manifestazione di atteggiamenti finalizzati a ridurre l’ansia data da queste situazioni che si può cronicizzare in una vera e propria compulsione incontrollabile.

Tipi di compulsioni

Gli atteggiamenti compulsivi sono diversi e si manifestano in diverso modo per ogni individuo che ne soffre. I più comuni che si possono osservare, possono essere:

  • Pronunciare tra sé e sé o ad alta voce, parole, frasi rassicuranti, mantra;
  • Controllare ripetutamente di non aver investito e/o ferito nessuno e di non aver rotto, danneggiato nessun oggetto, anche se non esiste nessuno stimolo esterno che possa destare sospetto;
  • Lavarsi le mani, il corpo, lavare gli oggetti ripetutamente e secondo un certo numero e ordine per paura che siano sporchi, infetti (tipico nelle ossessioni per la pulizia);
  • Mantenere un ordine rigoroso e non utile con oggetti e mobili attraverso dei rituali ripetuti seguendo lo stesso ordine;
  • Controllare di aver chiuso bene casa quando si esce, di aver spento i fornelli, di aver chiuso l’auto anche più volte nello stesso momento, quindi ad esempio la persona controlla la chiusura dell’auto, si allontana da essa e ritorna dopo un minuto per ricontrollare di nuovo;
  • Ripetere frasi religiose o preghiere per abbassare la soglia di minaccia percepita in quel determinato momento;
  • Contare e ripetere numeri secondo un ordine stabilito e senza doverlo cambiare a meno che serva per ridurre ulteriormente l’ansia;
  • Controllare ripetutamente le mail e le consegne lavorative anche più volte nello stesso momento per avere la certezza di non aver fatto errori.

Oltre a questi tipi di atteggiamenti compulsivi spesso associati al Disturbo Ossessivo Compulsivo, si può riconoscere una classificazione ulteriore delle compulsioni per tipo:

  • Compulsione da shopping o shopping compulsivo: che può causare danni non solo allo stile di vita della persona ma anche alle sue finanze. Questo disturbo è molto complicato da trattare.
  • Compulsione da accumulo o disposofobia: l’accumulo compulsivo è un disturbo molto diffuso, caratterizzato dalla incapacità di disfarsi di oggetti o animali, conducendo la persona all’accumulo e ad una disfunzionalità della propria vita quotidiana e dell’utilizzo degli spazi.
  • Compulsione per il cibo o alimentazione compulsiva: generalmente si manifesta come meccanismo di reazione per affrontare altri problemi di vita e per mediare stati di stress ed ansia;
  • Compulsione per il gioco d’azzardo o gioco d’azzardo compulsivo: è caratterizzato dal non resistere all’impulso di giocare d’azzardo, ed è spesso associato a fenomeni di dipendenza di altro tipo, che causano problemi nella vita privata del soggetto che ne soffre.
  • Compulsione nel parlare o parlare compulsivo; si distingue dal semplice essere logorroici in quanto la persona non riesce a fermarsi nel parlare, tanto da far percepire all’altro questa caratteristica come un problema. Questa compulsione è spesso associata al nevroticismo, ma il soggetto nella maggior parte dei casi è consapevole del proprio atteggiamento compulsivo, sebbene non riesca a frenarlo.

compulsioni alimentari

 

Come Curare le Compulsioni?

La terapia indicata per affrontare e combattere il comportamento compulsivo e il successivo malessere derivante è il Trattamento Cognitivo Comportamentale.

Esso si struttura attraverso una prima fase di raccolta di informazioni circa la storia personale dell’individuo, l’insorgenza del sintomo, la finalità di esso e le possibili cause alla base della manifestazione.

Successivamente con l’aiuto del terapeuta, l’individuo metterà in atto compiti e prescrizioni finalizzate a rinforzare e sviluppare azioni funzionali che possano essere l’alternativa alle compulsioni e i conseguenti comportamenti disfunzionali.

L’obiettivo sarà quello di trovare azioni, comportamenti e agiti positivi che portino l’individuo a sperimentare sempre meno la sensazione di minaccia precedente alla manifestazione sintomatica, migliorando la sua qualità di vita ed eliminando, inizialmente con l’aiuto dello psicologo e poi autonomamente, la messa in atto delle compulsioni stesse.

Per approfondire leggi anche: Disturbo Ossessivo Compulsivo: Come Uscirne?

 

compulsioni nel disturbo ossessivo compulsivo

 

Fonti e Bibliografia

 

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Dott. Damiano Colamonico
Dott. Damiano Colamonico
Sono il Dott. Damiano Colamonico, psicologo a Torino ad orientamento Cognitivo Comportamentale. Esperto dei principali approcci in campo di neuroscienze, psicologia cognitiva e neuropsicologia, dirigo il Centro Clinico “StudioColamonico” a Torino e Chieri dove, insieme ai miei collaboratori, mi occupo di riabilitazione e trattamento dei principali disturbi della sfera psicologica. Attraverso i miei studi in tecniche cognitivo comportamentali presso l'istituto Watson di Torino ho appreso le più efficaci strategie di intervento per la riabilitazione dei più comuni disturbi mentali e della sofferenza psicologica.

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