Dipendenza da Cellulare: Cos’è la Nomofobia e Come Uscirne

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Nomofobia: Sintomi e Rimedi alla Dipendenza da Cellulare

Il forte progresso economico e il sempre maggiore utilizzo degli smartphone hanno indotto molti ad una forma di dipendenza da cellulare. La nomofobia — così viene chiamata la dipendenza da smartphone — colpisce un’ampia fetta della popolazione mondiale, di età differente, con sintomi fisici ed emotivi, tanto da portare molti ad effettuare uno dei test per la dipendenza da cellulare presenti online. In questo articolo, definiremo le principali cause della nomofobia e conseguenze della dipendenza da cellulare, con dei consigli su come superarla.

Dipendenza da Cellulare

Come si Chiama la Dipendenza da Cellulare

La dipendenza da cellulare ha un nome, nomofobia, e indica una condizione psicologica in cui la perdita o impossibilità di utilizzo dello smartphone genera nella persona una risposta di panico, sensazioni che portano spesso ad associare la nomofobia alla Fear of Missing Out. L’angoscia viene paragonata a quella esperita con una fobia, proprio perché è innescata anche alla sola idea di perdere i contatti con amici e conoscenti, di non essere rintracciabili e di non avere la possibilità di visionare costantemente ciò che il mondo pubblica minuto per minuto (Wang et al., 2014). Tale condizione, scoperta recentemente, si espande in parallelo allo sviluppo tecnologico ed è fortemente associata ad una sintomatologia ansiosa, tanto che allo stato attuale è difficile distinguere se si diviene ansiosi per la dipendenza da smartphone o se la nomofobia sia solo un canale per manifestare sintomi ansiosi già esistenti (Kings et al., 2014).

Nomofobia: Significato e Definizione

Nonostante i numerosissimi vantaggi che ha comportato la rivoluzione tecnologica, l’eccessivo utilizzo dello smartphone può comportare nuove forme di disagio, come una tendenza ad essere facilmente distraibili, un aumento dei tratti ansiosi, fino ad arrivare allo sviluppo di una vera e propria dipendenza, quale è la Nomofobia. Per comprendere meglio la nomofobia e il suo significato possiamo partire col dire che questo neologismo deriva dall’espressione anglosassone “No Mobile Phobia” ed indica la fobia di non avere con sé il cellulare, inteso come mezzo mediante il quale collegarsi con il mondo esterno.
La nomofobia è infatti conosciuta anche come “Sindrome da disconnessione”, sottolineandone l‘aspetto di interdipendenza sociale, e si manifesta con un’eccessiva ansia quando ci si dimentica il telefono, quando si scarica la batteria, o non c’è campo. Le sue conseguenze sono varie ed arrivano ad inficiare anche le più piccole attività quotidiane: l’attaccamento al cellulare diviene ossessivo, tanto che la persona è costretta a tenerlo acceso 24 ore su 24, persino durante la notte, provocando inevitabilmente difficoltà nel sonno, aumento dei livelli di stress e di ansia (Gurbuz & Ozkan, 2020).
Spesso vi sono dei fraintendimenti circa la definizione di nomofobia e cos’è questa patologia psicologica: è importante sottolineare che il nome di questo disturbo potrebbe trarre in inganno: nonostante esista una componente fobica, esso è molto più simile ad una dipendenza che ad una fobia vera e propria. Inoltre, viene spesso confusa con la dipendenza da chat o con la dipendenza da internet, dato l’elevato utilizzo di servizi di messaggistica istantanea che caratterizza questa dipendenza e che porta il soggetto a trascorrere molto tempo con il cellulare. La nomofobia, in alcuni casi, potrebbe rappresentare una delle cause principali del phubbing, responsabile del deterioramento dei rapporti sociali e relazioni a causa della tendenza del soggetto colpito a “snobbare” l’interlocutore o partner.

Nomofobia

Dipendenza da Cellulare: Dati

Ecco di seguito alcuni dati sulla dipendenza da smartphone che aiutano a comprendere meglio la portata di questo disturbo sempre più dilagante:
Secondo un’indagine svolta da Counterpoint Research e promulgata da “ilsole24ore”, 1 persona su 4 utilizza lo smartphone per 7 ore al giorno; tra le attività principali ritroviamo: navigare su internet (64%), giochi online (62%), consultare le email (56%), servizi di messaggistica (54%). I cellulari hanno una vita media di 21 mesi e annualmente si spendono circa 370 miliardi in tutto il mondo per l’acquisto di nuovi device.
Secondo le fonti ISTAT, in Italia 9 persone su 10 usano il cellulare per navigare sul web; i servizi online più adoperati sono quelli di messaggistica istantanea (88,3%), chiamate e videochiamate (64,5%) e ricerca di notizie (57%).
Secondo Trendhunter, il 66% della popolazione mondiale mostrerebbe segni da lievi a gravi di Nomofobia e tale percentuale è destinata ad aumentare considerando l’accesso sempre crescente al mezzo tecnologico. La fascia di popolazione maggiormente colpita sarebbe quella femminile (70% delle donne contro il 61% degli uomini) e dei ragazzi dai 18 ai 24 anni (il 77% tra questi sarebbe nomofobico). Un dato curioso è che il 62% delle donne ed il 48% degli uomini ha ammesso di controllare il telefono anche durante i rapporti sessuali!

Cause della Dipendenza da Smartphone

Una volta definita la nomofobia è interessante capire quali siano le cause della dipendenza e cosa provoca l’uso eccessivo del cellulare. Poiché la nomofobia assume i tratti di una dipendenza, vi è un comune accordo nella comunità scientifica nel sostenere che la prima causa della nomofobia sia un abuso dello smartphone, fattore anche della dipendenza da WhatsApp. Questo fattore, però, non è l’unico a spiegare un fenomeno tanto nuovo quanto complesso.
Nonostante chi sviluppa questo tipo di problematica inizialmente ricerchi l’interconnessione con il mondo esterno, spesso l’uso dello smartphone sostituisce completamente la relazionalità vis-à-vis: a lungo andare, questo disturbo diviene un modo per evitare l’interazione sociale diretta, foriera di un’ansia troppo difficile da gestire. Inoltre, vivere all’interno di un mondo virtuale diventa un modo per evitare di fronteggiare situazioni difficili o spiacevoli (King et al., 2014).
Per continuare a rispondere al quesito su cosa provoca la dipendenza da cellulare, potremmo rifarci ai dati forniti dalla letteratura scientifica, secondo cui altre cause della nomofobia potrebbero essere di tipo psicosociale: un peso rilevantissimo lo assume la cosiddetta “FoMO”Fear of Missing Out – ovvero la paura di essere tagliati fuori dalle attività e dagli eventi altrui, il cui timore genera nella persona una forte ansia di essere appunto esclusi, emarginati e isolati (Abel, Buff & Burr, 2016). Chi ne soffre si sente quasi “costretto” ad un uso compulsivo dello smartphone per controllare in ogni momento cosa gli altri stiano facendo, quali foto pubblicano, a quali eventi partecipano e così via (Dewey, 2016). Talvolta, la dipendenza da smartphone può manifestarsi anche all’interno di problematiche più specifiche, come la dipendenza da giochi su smartphone: soprattutto a seguito della pandemia, questa è diventata una delle modalità preferite per trascorrere del tempo ed intrattenersi.
In ultima istanza, nonostante la nomofobia venga spesso descritta (in maniera forse eccessivamente semplicistica) come la paura di non avere con sé il telefono, non va dimenticato che lo stesso uso eccessivo dello smartphone diviene un trigger che innesca il panico, allo stesso modo di una sua possibile perdita, costringendo chi vive questa condizione in un circolo vizioso da cui è difficile uscire (Gurbuz & Ozkan, 2020).

Soggetti più a Rischio

In un’ottica di prevenzione, è importante tenere a mente che chiunque e soprattutto a qualsiasi età potrebbe sviluppare la nomofobia se mette in atto comportamenti di uso eccessivo o abuso dello smartphone e che la dipendenza da cellulare non riguarda unicamente i ragazzi che attraversano l’adolescenza, ma spesso anche bambini e persone in età adulta. Rispetto alle ricerche effettuate dagli studiosi del tema in questione, è emerso che i soggetti maggiormente a rischio sarebbero:

  • Adolescenti, in cui la dipendenza da cellulare sarebbe particolarmente connessa a problematiche affini come la dipendenza da internet, la dipendenza da social network, la sostituzione del mondo reale con quello virtuale, la sovraesposizione a sexting e cyberbullismo;
  • Persone con bassi livelli di autostima;
  • Persone che manifestano una bassa soddisfazione rispetto al proprio corpo, ma che hanno alti livelli di attrattività fisica;
  • Persone con tratti personologici di impulsività, estroversione e nevroticismo;
  • Persone con tratti narcisistici, in quanto l’utilizzo dello smartphone per accedere ai social media permette di ottenere l’attenzione altrui, ricercata soprattutto a seguito di un rifiuto sociale.
  • Anche i bambini possono essere inclini alla dipendenza da smartphone : è perciò importante sapere, soprattutto per genitori e caregiver dei più piccoli, che più precoce è l’età in cui si inizia ad utilizzare lo smartphone, maggiore è la probabilità di divenire dipendenti da questo strumento, con tutte le conseguenze che comporta tale problematica, tra cui difficoltà di mantenimento dell’attenzione e isolamento sociale.

Madre che sorveglia il figlio mentre utilizza il cellulare

Come Capire se si ha una Dipendenza da Cellulare?

Per riconoscere la dipendenza da cellulare o se vi è un principio di questo disturbo, oltre alla possibilità di eseguire uno dei test per la nomofobia presenti online,  è sempre importante rivolgersi ad uno specialista della salute psicologica; ciononostante vi sono alcuni elementi utili a capire se si ha una dipendenza da smartphone, che possono aiutare la persona a prendere coscienza della propria condizione. Tra questi, infatti, ritroviamo un’impossibilità di trascorrere del tempo senza il proprio cellulare, portandolo con sé in qualsiasi luogo. Nel caso in cui non sia possibile utilizzarlo, la persona che soffre di questo disturbo inizia a manifestare:

  • Segnali fisici come tremori, tachicardia, sudorazione, cambiamento nel respiro, paura;
  • Segnali emotivi come ansia, agitazione, disorientamento, bassa autostima, solitudine, insicurezza.

Dipendenza da Smartphone: Test della Nomofobia

Spesso quando si crede di soffrire di un disturbo, il primo luogo dove si cerca di ottenere una diagnosi (ed un po’ di conforto) è il web. Basta infatti digitare “test per nomofobia” o “test per dipendenza da cellulare” per scoprire una vastissima quantità di test che aiuterebbero a trovare delle risposte a questa domanda. È sempre molto importante però non sostituirle al parere di un esperto, poiché la nomofobia, così come ogni altra problematica psicologica, è un fenomeno complesso e come tale andrebbe trattato.
La letteratura scientifica ha prodotto moltissimi test e questionari per la diagnosi della nomofobia. Tra questi:

Dipendenza da Cellulare: Sintomi

Non è sempre semplice riconoscere un soggetto affetto da dipendenza da cellulare, o nomofobia, nonostante i test disponibili online e la presenza di sintomi particolari riscontrabili nel comportamento della persona. Tra i sintomi da dipendenza da cellulare più comuni si annoverano:

  • Un utilizzo continuativo del telefono, con il quale si trascorre la maggior parte della giornata, tenendolo sempre acceso e fisicamente vicino. Un esempio comune è quello di dormire con il cellulare acceso, abitudine che interferisce con la quantità e la qualità del sonno, e che può portare anche all’insonnia (nel nostro articolo di blog troverai suggerimenti su come combattere e curare l’ansia e l’insonnia). La dipendenza è ancor più evidente quando la persona adopera il device anche in situazioni potenzialmente pericolose, ad esempio mentre si attraversa la strada o mentre si è alla guida;
  • Tale uso massivo causa una notevole perdita di tempo ed una continua interruzione delle attività che si dovrebbero svolgere durante il giorno, come lo studio o compiti sul lavoro;
  • Avere uno o più device e portare sempre con sé il caricabatteria;
  • Sentirsi ansiosi alla sola idea di perderlo o di non poterlo utilizzare, evitando anche di frequentare luoghi dove non c’è campo o ne è vietato l’utilizzo, come teatri, cinema, aerei…;
  • Ringxiety, ovvero ansia derivante dal dover sbloccare continuamente lo schermo per controllare l’arrivo di notifiche. Questo aspetto è fortemente connesso anche alla presenza di una dipendenza da social network;
  • Avere poche (o nessuna) interazione faccia a faccia, preferendo una comunicazione virtuale in cui non è necessario parlare direttamente con l’altro;
  • Accumulare debiti per l’acquisto di smartphone sempre più aggiornati o per le ricariche telefoniche.

Ragazza con dipendenza da cellulare a letto che vive una delle conseguenze della nomofobia: la crisi di coppia

Dipendenza da Cellulare: Conseguenze ed Effetti sulla Persona

La nomofobia, meglio conosciuta come dipendenza da smartphone, può comportare effetti dannosi molto gravi, andando ad inficiare la sfera psicologica, sociale, universitaria o scolastica, lavorativa ed individuale (Beard & Wolf, 2001).
Una vastissima quantità di ricerche in letteratura ha mostrato che le conseguenze possono essere:

  • Fisiche: tensione, insonnia, fino ad arrivare nei casi più gravi ad una modificazione del sistema nervoso, con un aumento dei livelli del neurotrasmettitore GABA, che può comportare un deterioramento delle funzioni cognitive. Questo tipo di compromissione fisica è in linea con quelle osservate con altri tipi di dipendenza, sia da sostanze, che senza sostanze, come il gioco d’azzardo o la dipendenza da internet (Seo et al., 2017);
  • Psichiche: la nomofobia, oltre ad elicitare irrequietezza e sintomi ansiosi, può comportare addirittura lo sviluppo di disturbi di personalità o l’emersione di tratti patologici come quello del disturbo ossessivo-compulsivo, ansia sociale, depressione, dipendenza da internet e da social media (Bragazzi & Del Puente, 2014);
  • Conseguenze per i bambini: una particolare attenzione deve essere dedicata alla dipendenza da cellulare nei bambini poiché in tenera età si potrebbero subire i danni più gravi. I rischi possono essere anzitutto fisici, ad esempio con problematiche legate alla vista, cognitivi, poiché l’iperstimolazione continua condurrebbe ad un forte affaticamento, con ripercussioni anche sulla sfera scolastica. Potrebbero inoltre svilupparsi già in tenera età una tendenza all’isolamento e difficoltà nell’interazione sociale.
    Infine, vale la pena di ricordare che un abuso della tecnologia privo di sorveglianza da parte dell’adulto, espone il minore a sollecitazioni non adatte alla sua età, come contenuti violenti, a sfondo sessuale o al rischio di cyberbullismo.

Rimedi alla Dipendenza da Cellulare: Come Uscirne

Per superare un uso eccessivo o una dipendenza da smartphone esistono diversi rimedi, sia in un’ottica preventiva, prima ancora che si configuri un disturbo vero e proprio, sia in termini di intervento e cura laddove il disturbo è strutturato. In seguito di suggeriremo dei rimedi per guarire dalla nomofobia. Ecco alcuni esempi:

  • Utilizzo di App;
  • Sorveglianza da parte dei genitori;
  • Psicoterapia Cognitivo Comportamentale.

Utilizzo di App come Rimedio alla Nomofobia

Uno dei primi suggerimenti che vogliamo darvi è quello di imporsi dei limiti e quindi decidere di non usare il cellulare in determinati luoghi o momenti della giornata; può essere d’aiuto l’utilizzo di app per dipendenza da smartphone, che consentono di sapere quanto tempo si trascorre sul cellulare, permettendo di bloccarne l’utilizzo superato il limite stabilito.

Sorveglianza da Parte dei Genitori

I genitori dovrebbero sorvegliare il livello di uso e gestione degli smartphone dei loro figli: tra gli atteggiamenti da adottare sarebbe auspicabile anzitutto impedirne l’uso, soprattutto in tenera età. Nei casi in cui lo si consenta, occorre limitare il tempo trascorso sui device e supervisionare il loro utilizzo, stabilendo delle regole condivise con il bambino, impostando un parental control, informando i figli dei rischi che si corrono con un linguaggio adatto alla loro età ed infine, ma di importanza cruciale, stimolare altre vie di comunicazione e di intrattenimento non virtuali;

Psicoterapia Cognitivo Comportamentale per Curare la Dipendenza da Cellulare

La nomofobia, se trascurata, può generare una compromissione di diversi ambiti di vita, con una notevole sofferenza per chi ne è affetto, al pari di qualsiasi altra dipendenza: come tale, merita di essere sottoposta all’attenzione di un esperto di salute mentale, attraverso incontri volti alla valutazione della problematica e all’impostazione di un percorso psicologico. L’utilità e la validità della psicoterapia cognitivo-comportamentale sono state ampiamente dimostrate nei trattamenti per le dipendenze, anche senza sostanza, come quella da Internet (Addiction Disoder, la Social Media Addiction e la dipendenza da smartphone). Questo tipo di terapia permette di eliminare i comportamenti patologici legati all’uso del cellulare, implementando un atteggiamento più funzionale, volto al recupero di un uso non problematico della tecnologia, che resta di fondamentale importanza per lo svolgimento di tante attività quotidiane ed una risorsa, se utilizzata in maniera sana.

Bibliografia

Sitografia

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Dott. Damiano Colamonico
Dott. Damiano Colamonico
Sono il Dott. Damiano Colamonico, psicologo a Torino ad orientamento Cognitivo Comportamentale. Esperto dei principali approcci in campo di neuroscienze, psicologia cognitiva e neuropsicologia, dirigo il Centro Clinico “StudioColamonico” a Torino e Chieri dove, insieme ai miei collaboratori, mi occupo di riabilitazione e trattamento dei principali disturbi della sfera psicologica. Attraverso i miei studi in tecniche cognitivo comportamentali presso l'istituto Watson di Torino ho appreso le più efficaci strategie di intervento per la riabilitazione dei più comuni disturbi mentali e della sofferenza psicologica.

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