Disposofobia o Disturbo da Accumulo

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Disturbo da Accumulo Compulsivo o Disposofobia: Sintomi, Cause e Terapia

Il disturbo da accumulo, disposofobia, o hoarding disorder è un disturbo da accumulo ed accaparramento patologico seriale e compulsivo. I soggetti che ne sono affetti hanno dunque una grave difficoltà nel separarsi o liberarsi di oggetti, vestiti, ma anche talvolta animali, che inizieranno ad accumularsi nella casa oltre le capacità di contenimento, rendendo l’ambiente invivibile. Talvolta capire se si ha la disposofobia può essere difficile, dato che i sintomi potrebbero essere lievi, ma generalmente tendono a peggiorare, accompagnati da ansia e angoscia al pensiero di seprarsi dai propri oggetti e dalla smania dell’accumulo, che rende la loro vita e le loro attività quotidiane impossibili, danneggiando anche coloro che sono attorno.In questo articolo delineeremo cos’è la disposofobia, quali sono i sintomi e le cause e come guarire dal disturbo da accumulo.

 

Disturbo da Accumulo: Caratteristiche

Il disturbo da accumulo, hoarding disorder, disposofobia, accumulo patologico seriale, sillogomania o mentalità Messie è un disturbo complesso, che presenta manifestazioni sintomatiche diverse da persona a persona. Il DA (disturbo da accumulo o disposobofia) è caratterizzato da un compulsivo bisogno di accumulare, acquisire ed accaparrarsi diversi oggetti e beni, e da un’estrema difficoltà, da parte dell’individuo, di separarsi da questi oggetti personali. Questo comportamento si traduce in un accumulo compulsivo ed eccessivo, spesso problematico, di oggetti apparentemente senza valore o anche pericolosi per la propria salute. Può avvenire per una incapacità a gettare gli oggetti o può essere l’esito di un eccesso di acquisti (anche solo di oggetti specifici). Il disturbo da accumulo si traduce spesso in danni molto pratici ed impedimento nello svolgere normali attività quotidiane come pulire, lavarsi, dormire o anche muoversi, in quanto spesso chi soffre di disposofobia può arrivare ad accumulare ed accatastare oggetti in tutte le stanze e su tutte le superfici della casa, occupando anche oggetti e mobili (come il letto) funzionali alla vita di tutti i giorni.

Gli individui affetti da disturbo compulsivo da accumulo vengono spesso definiti accumulatori seriali proprio per via della loro mania di accumulare oggetti, accompagnata dalla paura di gettarli, perchè “un giorno potrebbero servire”. Il disturbo da accumulo è molto diffuso in tutto il mondo, tanto da essere ormai considerato come una categoria diagnostica indipendente, ed affliggerebbe circa il 4-5% della popolazione, con i sintomi che possono comparire già in adolescenza in forma lieve e divenire patologici e più gravi intorno ai 30 anni.

La tipologia di oggetti accumulati dai soggetti disposofobici varia in base al bisogno della persona: ecco alcuni esempi di individui accumulatori compulsivi:

  • Accumulatori di oggetti di valore
  • Acumulatori di spazzatura
  • Accumulatori di animali
  • Accumulatori di giornali, riviste e libri

La frequenza di accaparramento compulsivo di giornali, libri e materiali che contengono articoli ed informazioni è molto più frequente rispetto alle altre modalità di accumulo.

La gravità del disturbo da accumulo compulsivo varia di caso in caso: possiamo trovare case invase del tutto dagli oggetti in cui si è strema difficoltà a muoversi nello spazio a disposizione o più semplicemente situazioni di accumulo di specifici oggetti. Nei soggetti affetti da disposofobia, la difficoltà di separarsi dai propri beni è spesso accompagnata da grave angoscia ed ansia, che si aggiungono agli impedimenti pratici di questo disturbo sulla vita quotidiana.

Abbiamo visto come cause, manifestazioni e sintomi del disturbo da accumulo possano essere di diverso genere. Andiamo ora ad approfondire l’argomento disposfobia analizzandone sintomi, cause e come curarla.

Credi di essere affetto dal Disturbo da Accumulo? Parliamone!

Disposofobia: Etimologia

Qual’è il Significato di Disposobia?

L’etimologia di disposofobia, il termine tecnico con cui vengono individuati i disturbi di accumulo e il disturbo ossessivo compulsivo da accumulo, è importante per capire cos’è e quali ne sono le manifestazioni.

Disposofobia deriva dalla contrazione del termine inglese “to dispose” – che significa buttare, gettare, disfarsi di qualcosa – e il termine greco φόβος, “phóbos” – che significa paura, fobia. Il significato di disposofobia è quindi “paura di buttare”.

Sebbene ci si riferisca a tale disturbo come disposofobia, la definizione presente nel DSM lo chiama “disturbo da accumulo”, in quando il termine disposofobia è solo descrittivo della paura di disfarsi di alcuni beni ma non definisce a pieno le caratteristiche del disturbo, che nasce anche con un bisogno compulsivo di accaparrare, acquisire e possedere gli oggetti. Va anche detto, però, che il termine “disturbo da accumulo” non è descrittivo dell’incapacità e dell’angoscia legata al disfarsi dei beni.

La disposofobia è anche nota come: sillogomania, accumulo patologico seriale, disturbo da accaparramento seriale.

disposofobia-sintomi

 

Disposofobia: Sintomi e Diagnosi

Come Riconoscere i Sintomi del Disturbo Compulsivo da Accumulo

Il principale sintomo della disposofobia e di un classico accumulatore seriale di oggetti è il rapporto che egli ha con gli oggetti che reputa personali. Spesso capita a chiunque di conservare oggetti che apparentemente non presentano nessun valore (un biglietto di un concerto, una lettera..) ma che acquistano valore affettivo per colui che lo conserva.
Quello che definisce e i sintomi del Disturbo da Accumulo Compulsivo riguardano l’incapacità di valutare i costi e i benefici dell’accumulo di oggetti. Ad esempio si possono osservare case inagibili a causa di una conservazione estrema di oggetti che, dal punto di vista dell’individuo, potrebbero tornare utili o acquisire valore.

Un accumulatore compulsivo quindi, non riesce a separare comportamenti funzionali tipici di chi conserva per non “sprecare”, per “riciclare” da comportamenti autolesivi e disfunzionali per la propria salute psicofisica.

Generalmente, i sintomi da ricercare per capire se una persona è affetta da disposofobia, sono:

  • Tendenza ad accumulare, senza riuscire a disfarsene, oggetti apparentemente inutili o senza valore:
  • Difficoltà a restituire oggetti presi in prestito;
  • Spazi vitali ingombri degli oggetti accumulati, causando difficoltà di svolgere le attività funzionali a quegli spazi.

Tratti significativi, ma meno esplicativi del disturbo da accumulo, che accomunano molte persone affette da disposofobia, sono:

  • Perfezionismo
  • Difficoltà relazionali
  • Depressione
  • Disordine
  • Difficoltà a pianificare ed organizzare
  • Vanità per il proprio disturbo
  • Difficilmente riescono a separarsi dagli oggetti col timore che saranno buttati
  • Necessitano contatto visivo con gli oggetti

Disturbo da Accumulo di Animali

Questa tipologia di disturbo può essere esteso anche all’accumulo di animali da avere in casa. Anche in questo caso, allo stesso modo dell’accumulo di oggetti, le cause e i sintomi sono gli stessi elencati con però un maggior investimento affettivo da parte della persona che vive questa condizione, nei confronti degli animali che possono addirittura sostituire il senso di solitudine che l’individuo sperimenta tanto da “umanizzare” gli animali stessi e perdere di conseguenza la lucidità e il contatto con la realtà. Questo disturbo specifico è spesso osservabile infatti in persone solitarie, che hanno difficoltà nel creare una rete sociale adeguata e funzionale al di fuori della propria abitazione.

Come Distinguere un Accumulatore Seriale da un Collezionista?

Spesso si notano forti similitudini tra alcuni fenomeni di collezionismo ed il disturbo da accumulo.

La differenzia sostanziale tra una persona affetta da disturbo da accumulo o disposofobia ed un collezionista, è che un collezionista accumula e colleziona un determinato oggetto perché esso ha valore, perché ha un significato storico, affettivo secondo quindi una logica ben precisa.

Un accumulatore invece accumula uno o più oggetti con differenti utilità senza una logica ma con l’idea che lo stesso oggetto possa un giorno tornare utile.

Il collezionista, inoltre, dedica molto tempo alla catalogazione, ordine e presentazione della propria collezione, dedicandole spazi precisi e accuratamente mantenuti nella propria casa, con una attenta selezione di pezzi, mentre la persona con disposofobia accumula senza alcun criterio, assecondando la compulsione ed accatastando senza cura o interesse. L’unico valore attribuito agli oggetti per il disposofobico è la possibilità di perderli

Di conseguenza un collezionista non è sopraffatto fisicamente dagli oggetti che colleziona, poiché appunto il significato che ha l’oggetto non sottende vissuti traumatici, abusi psicologici e sofferenze personali che vengono colmate con la presenza dell’oggetto, come nel caso appunto della disposofobia.

Il collezionista quindi colleziona l’oggetto per passione, l’accumulatore lo fa per necessità, poiché senza quell’oggetto non riuscirebbe a sentirsi rassicurato e protetto.

Disposofobia: Cause

Quali Sono le Cause del Disturbo da Accumulo Compulsivo?

Non è ancora stata definita una teoria scientificamente approvata che spieghi le cause della disposofobia e della manifestazione del disturbo da accumulo. Dall’osservazione di singoli casi però, si è potuto constatare che le possibili cause del disturbo ossessivo compulsivo da accumulo possono essere:

  • Eventi traumatici: una elevata percentuale di pazienti con disturbo da accumulo ha vissuto eventi estremamente traumatici e come conseguenza di questi eventi ha iniziato ad accumulare per mediare l’ansia e il disagio dato dalla situazione stressante, quasi per cercare di gestire il trauma e le emozioni negative che ne derivano;
  • Ristrettezza economica: altra caratteristica nota tra gli accumulatori seriali è l’attraversamento di fasi di vita difficili dal punto di vista economico che comportano un minimo spreco di risorse materiali al punto da non capire più quali siano quelle realmente utili;
  • Predisposizione familiare: è più probabile sviluppare la disposofobia se un membro della famiglia ne è già affetto.
  • Un’infanzia caratterizzata da abusi psicologici e/o da trascuratezza da parte delle figure genitoriali;
  • Cause genetiche ed organicistiche. Si è studiato infatti che alla base della mania di accumulare oggetti in maniera compulsiva esistono anche cause organiche.

Disturbo da Accumulo Compulsivo e Disturbo Ossessivo Compulsivo: Differenze

Per molto tempo il disturbo da accumulo è stato indicato come appartenente alla categoria dei disturbi ossessivo compulsivi, tuttavia negli ultimi anni si è iniziato a definire la disposofobia come una categoria diagnostica a sé stante. Si potrebbe infatti pensare che il timore di liberarsi di oggetti dal valore emotivo, o che potrebbero tornare utili un giorno, la paura di perdere qualcosa di importante o di disfarsi erroneamente di qualcosa di valore siano equiparabili alle ossessioni, e che l’accumulo compulsivo e il non buttare nulla siano le conseguenti compulsioni. Tuttavia, sono state osservate importanti differenze nel disturbo da accumulo rispetto al disturbo ossessivo compulsivo.

I pensieri riguardo agli oggetti nel soggetto disposofobico non sono intrusivi o indesiderati, né ripetitivi, come invece lo sono le ossessioni. Il disagio, nel disturbo da accumulo, è solo relativo al pensiero di disfarsi dei propri beni, piuttosto che alla presenza del disturbo. I soggetti con disposofobia sentono l’acquisizione e l’accumulo dei beni come egosintonico, ovvero piacevole e che dà loro un senso di sicurezza. Le cose, per il soggetto con disturbo da accumulo, assumono quasi un valore identitario, e dunque liberarsene diviene impossibile, mentre nel paziente con disturbo ossessivo compulsivo le cose non hanno nessun valore, ma l’accumulo è risultato di pensieri intrusivi, ad esempio: “se butto questo oggetto accadrà qualcosa di terribile”:

Un Risvolto Inaspettato: Le Conseguenze della Disposofobia sui Figli

Quando si parla di difficoltà e disturbi subiti da adulti spesso non si presta attenzione alla risonanza e alle conseguenze che l’espressione di queste difficoltà possa avere sui figli. Nel caso del DOC da accumulo è intuibile quanto possa essere difficoltoso per un figlio condividere il proprio spazio in casa con gli oggetti accumulati dal proprio genitore. La difficoltà può abbracciare varie caratteristiche: dall’aspetto igienico dell’abitazione (soprattutto se a conviverci è un bambino piccolo), a quello relazionale nel caso in cui si tratti di adolescenti che, ad esempio, possono essere costretti ad evitare di passare del tempo con amici all’interno della propria casa per paura del giudizio.
Di conseguenza a lungo andare si possono sviluppare anche difficoltà e problematiche connesse al disturbo del genitore sul figlio stesso che includono problemi personali, relazionali e di preoccupazione nei confronti della propria salute e della salute del proprio genitore.

 

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L’altro Lato della Medaglia: Il Disturbo di chi Butta via Tutto

Può succedere in alcuni casi, che il DOC da accumulo abbia come specchio della medesima sofferenza una situazione estremamente opposta. Ci sono casi in cui le persone che hanno subito alcune difficoltà nella loro vita, simili a quelle elencate in precedenza nelle cause del DOC da accumulo, possono esprimere e mediare la loro sofferenza gettando via oggetti piuttosto che accumulandoli. Anche in questo caso è necessario comprendere se alla base ci siano cause psicologiche che rendono l’attività del gettare disfunzionale per la salute psicofisica della persona, al punto da perdere anche in questa circostanza, la lucidità dell’azione che si sta svolgendo.

Terapia e Trattamento del Disturbo da Accumulo Compulsivo

Qual è il Miglior Approccio Terapeutico per la Disposofobia e come si cura?

Non sono rari i casi di pazienti che mi contattano per trovare un rimedio all’accumulo compulsivo di parenti e familiari. Sono infatti sempre di più le persone che cercano informazioni sul disturbo di accumulo, la disposofobia e come curarla.

Il trattamento più efficace per gestire in modo ottimale un Disturbo Ossessivo Compulsivi da Accumulo è la terapia Cognitivo Comportamentale. La terapia per la disposofobia è solitamente così organizzata.

  1. Inizialmente il terapeuta o psicologo fornisce al paziente affetto da disposofobia le informazioni riguardo l’insorgenza del disturbo, le cause e i sintomi.
  2. Successivamente lo psicologo aiuterà la persona ad apprendere e gestire strategie che lo aiutino a controllare e ridurre le ossessioni date dal disturbo da accumulo e, di conseguenza, a ridurre le compulsioni disfunzionali e così l’accumulo compulsivo.
  3. L‘obiettivo della terapia sarà quello di rendere autonoma la persona nell’utilizzo di strategie indicate dal terapeuta volte alla gestione ottimale dei pensieri intrusivi che invadono la vita della persona migliorandone la qualità dal punto di vista psicologico, fisico e di gestione quotidiana.


Mania di accumulare oggetti inutili? Discutiamone assieme

Se pensi che tu o un tuo caro possa essere un accumulatore seriale, o credi possa essere affetto da disturbo ossessivo compulsivo da accumulo o disposofobia, non esitare a contattarmi.

Nella mia esperienza di psicologo a Torino sono spesso stato contattato da familiari preoccupati per i propri cari che manifestavano una certa mania di accumulare oggetti inutili. In alcuni di questi casi è stata evidente l’insorgenza di un accumulo compulsivo e della presenza di un vero e proprio disturbo da accumulo.

Descrivimi il tuo problema o la tua preoccupazione e cerchiamo assieme una soluzione.

     

     

    Dott. Damiano Colamonico
    Dott. Damiano Colamonico
    Sono il Dott. Damiano Colamonico, psicologo a Torino ad orientamento Cognitivo Comportamentale. Esperto dei principali approcci in campo di neuroscienze, psicologia cognitiva e neuropsicologia, dirigo il Centro Clinico “StudioColamonico” a Torino e Chieri dove, insieme ai miei collaboratori, mi occupo di riabilitazione e trattamento dei principali disturbi della sfera psicologica. Attraverso i miei studi in tecniche cognitivo comportamentali presso l'istituto Watson di Torino ho appreso le più efficaci strategie di intervento per la riabilitazione dei più comuni disturbi mentali e della sofferenza psicologica.

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