DOC Omosessuale: la paura di essere gay

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Disturbo Ossessivo Compulsivo Omosessuale: il dilemma del “sono o non sono omosessuale”?

Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) può presentarsi con diverse manifestazioni, anche con l’ossessione o la paura essere gay o lesbica. Quella del DOC omosessuale o – DOC omosex – è un’ossessione costante, di pensieri disturbanti che conducono a continui rimuginii per cercare di capire il proprio orientamento sessuale, che sfociano nella paura di essere gay.

Si tratta solo di uno dei tanti disturbi ossessivi compulsivi sessuali che ogni individuo può provare durante la propria vita.

Vediamo quindi cos’è il DOC omosessuale andando ad indagarne i vissuti.

DOC Omossessuale: Sintomi e come riconoscerlo

Esaminiamo qui di seguito alcuni dei sintomi del DOC omosessuale e quelli che possono essere i pensieri intrusivi di chi ha paura di essere gay.

Alle elementari provavi simpatia per la compagna di banco, da adolescente ti divertivi a flirtare con le compagne di classe, appena più grande hai avuto le tue esperienze eterosessuali e quindi fino a ieri nessun dubbio sul tuo orientamento sessuale. Poi, inspiegabilmente ecco che compaiono i primi pensieri disturbanti e la paura di essere gay.

Mentre guardavo un film porno mi sono concentrato sul pene dell’attore, non è che sono gay?

L’ansia nel DOC Omosessuale

L’ansia aumenta e nella tua mente si sono susseguite immagini intrusive e scenari drammatici connaturati da una forte angoscia e disgusto, ti vedi costretto in rapporti con uomini, pur non desiderandoli e temi che gli altri possano scoprirlo. Tutte le volte che incroci lo sguardo di un uomo temi sia un segno inequivocabile della tua omosessualità. Le tue giornate trascorrono tra un test e l’altro per verificare se sei omosessuale.

L’ansia nel DOC omosessuale è uno dei sintomi principali e porta alla creazione di idee irrazionali, pensieri disturbanti e immagini intrusive. Ma vediamo meglio.

Calo del desiderio e difficoltà di erezione

Tra i sintomi del disturbo ossessivo compulsivo omosessuale alcuni evidenti sono il calo del desiderio, difficoltà di erezione e sogni notturni a sfondo omosessuale.

Provi così ad andare a letto con delle donne per rassicurarti che l’omosessualità non ti ha colpito, ma ti ritrovi a letto con lei senza erezione, completamente impotente e solo. Inizi a pensare, pur essendo fidanzato con una ragazza, che forse dovresti star con un uomo.

La tua ansia aumenta e l’umore si deprime, i tuoi sogni notturni sono a sfondo omosessuale e hai tanta voglia di piangere; ma tu non demordi e continui con i tuoi test che sembrano mostrarti sempre più la tua omosessualità.

Per ridurre l’ansia cerchi quindi di poter controllare il tuo corpo, nella speranza di scongiurare il pericolo di diventare effemminato. Ti sottoponi a continui test per ridurre l’ansia, come: cercare di avere rapporti sessuali più frequenti con figure del sesso opposto, masturbarti davanti a porno etero per assicurarti di non essere omosessuale. Potresti anche sperimentare delle relazioni omosessuali per metterti alla prova e cercare di allontanare i tuoi dubbi. Inoltre, vivi di rassicurazioni, le chiedi a parenti, amici e dottori, ma queste rassicurazioni servono a poco, perché poi il Doc, con tutti i suoi sospetti, ti assale nuovamente.

Questi test che vengono messi in atto non fanno altro che rafforzare sempre di più il disturbo e la paura di essere gay.

Il DOC omosex e le strategie di evitamento

Il DOC omosex viene irrobustito anche con l’evitamento di alcune situazioni, ad esempio: stringere la mano o abbracciare persone dello stesso sesso, evitare di spogliarsi o farsi una doccia dopo aver fatto un intenso allenamento in palestra, evitare di guardare il sedere di persone dello stesso sesso, con tutta la difficoltà che comporta evitare di evitare.

Cosa fare in caso di Doc omosessuale e come uscirne

Nella cura del disturbo ossessivo-compulsivo, e quindi anche nel DOC omosessuale, è ormai ampiamente dimostrato che la terapia cognitivo-comportamentale può essere in molti casi risolutiva.

La terapia cognitivo comportamentale e il DOC omosessuale

Attraverso il trattamento cognitivo comportamentale per il DOC omosessuale, il primo obiettivo nel trattamento di questo disturbo è favorire nel paziente la capacità di tollerare e accettare la comparsa di questi pensieri e di queste immagini; questo può avvenire attraverso l’impiego di alcune tecniche terapeutiche (es. esposizione con prevenzione della risposta) che permettono alla persona di imparare a gestire l’ansia correlata ai pensieri e alle immagini intrusive, senza mettere in atto i rituali comportamentali e gli evitamenti tipici di chi ha paura di essere gay.

Durante la terapia il DOC omosessuale diventa il nemico da sconfiggere. La terapia cognitivo comportamentale ti aiuterà anche a capire che i tuoi pensieri non sono la realtà. Il terapeuta cercherà quindi di comprendere insieme al paziente qual è il significato emotivo e la funzione del doc omosessuale nella sua specifica fase di vita.

E’ possibile che il DOC si sia sviluppato perché è presente la convinzione essere omosessuale sia una condizione riprovevole ed inaccettabile, di cui vergognarsi e da nascondere. Il fulcro del percorso terapeutico sarà quindi quello di accompagnare il paziente a poter rischiare di accettare il dubbio, promuovere l’accettazione di sé e sostituire le ossessioni con pensieri più funzionali in modo da riuscire ad abbassare i livelli di ansietà e angoscia presentati.

Perché il doc omosessuale non è un disturbo sessuale?

ll doc omossessuale si differenzia da una omosessualità repressa. In questa non per forza sono presenti pensieri intrusivi uniti a compulsioni, anche se gli stati mentali sono comunque accompagnati da pensieri negativi e da stati emotivi di forte ansia e angoscia. Il focus nell’omossessualità repressa non è il dubbio circa la propria sessualità, ma quello di cercare il modo per fare coming out con parenti e amici e trovare le strategie più adeguate per viverla bene.

 

Trattamento e Terapia per DOC Omosex

Il DOC Omosessuale come ogni tipo di Disturbo Ossessivo Compulsivo può essere trattato e curato attraverso le tecniche Cognitivo Comportamentali. Trattandosi di una patologia che provoca grande angoscia e può compromettere la quotidianità di chi ne soffre è consigliato rivolgersi ad uno psicologo per iniziare un percorso di supporto psicologico e terapia per DOC Omosex.

Terapia Cognitivo Comportamentale per il DOC Omosex

La Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC) è riconosciuta in ambito scientifico come la più efficace per la gestione e cura del DOC. È dunque importante partire col quella che è la valutazione del disturbo. Questa fase preliminare è propedeutica alla terapia vera e propria.

Si inizia con la raccolta dei dati familiari e sulle manifestazioni del disturbo (Anamnesi), per passare poi alla valutazione della risposta fisiologica all’esposizione dei pensieri che danno vita a questo disturbo (Valutazione Psicofisica). La fase di valutazione prosegue analizzando la dinamica dei comportamenti compulsivi, durata ed effetti (Valutazione Comportamentale). Questa fase si conclude con la fase di restituzione, in cui viene fatta una panoramica dei risultati e si presenta il percorso che seguirà la terapia.

La Terapia al Disturbo Ossessivo Compulsivo Omosessuale prosegue quindi in un percorso volto a creare maggiore consapevolezza nel paziente, spiegandogli i meccanismi di funzionamento del cervello, delle emozioni e dei comportamenti. La consapevolezza è la prima arma a disposizione di chi soffre di DOC omosessuale per affrontare il suo problema.

Successivamente si insegnano al paziente le tecniche di rilassamento e respirazione necessarie per controllare il disturbo. Nei casi più importanti è necessario ricorrere all’ipnosi comportamentale al fine di prendere il controllo sui propri pensieri e avere il giusto atteggiamento e predisposizione mentale alle fasi successive.

Dopo una fase di motivazione con il paziente si passa all’esposizione in vivo, facendo avvicinare, passo passo, il paziente a quelle situazioni di disagio che provocano ansia e preoccupazione. Il tutto avviene in maniera graduale affinché il paziente possa piano piano accorgersi dell’assenza di pericoli nelle situazioni che invece gli creano preoccupazione.

In alcuni casi è consigliata la partecipazione a dei gruppi di auto-terapia con cadenza periodica (ad esempio una volta al mese), in cui si può condividere con altri individui che soffrono dello stesso disagio, le proprie emozioni, paure, difficoltà e vittorie. I benefici del gruppo sono sorprendenti e garantiscono un ottima resa motivazionale.

Infine al paziente viene presentato il programma individualizzato che dovrà seguire per imparare a gestire il DOC. Un programma pratico ed efficace in cui il paziente potrà monitorare i suoi miglioramenti giorno per giorno, riconquistando la totale libertà di vivere la sua vita serenamente, senza preoccupazioni.

È capitato spesso anche a te? Parliamone (anche su Skype)

Se ti è capitato di sperimentare questi pensieri intrusivi rivolgiti ad uno psicologo specializzato in disturbo ossessivo compulsivo per ritrovare quanto prima il proprio stato di benessere.

Ogni settimana presso il mio studio, e su Skype, affronto il problema delle ossessioni omosessuali con pazienti che soffrono di disturbo ossessivo compulsivo con sedute singole e di gruppo.

È possibile organizzare sedute anche via Skype.


Sentiti libero/a di contattarmi

Parlami dei tuoi problemi o dubbi e troviamo assieme una soluzione

Dott. Damiano Colamonico
Dott. Damiano Colamonico
Sono il Dott. Damiano Colamonico, psicologo a Torino ad orientamento Cognitivo Comportamentale.Esperto dei principali approcci in campo di neuroscienze, psicologia cognitiva e neuropsicologia, dirigo il Centro Clinico “StudioColamonico” a Torino e Chieri dove, insieme ai miei collaboratori, mi occupo di riabilitazione e trattamento dei principali disturbi della sfera psicologica.Attraverso i miei studi in tecniche cognitivo comportamentali presso l'istituto Watson di Torino ho appreso le più efficaci strategie di intervento per la riabilitazione dei più comuni disturbi mentali e della sofferenza psicologica.

8 Comments

  1. Avatar Alessandro ha detto:

    Che sollievo leggere queste informazioni sulla paura di essere gay. Da mesi ne sono ossessionato e esattamente come scrive lei dottore, ho avuto una serie di problemi legati a questi pensieri “ossessivi” anche con quella che è stata la mia partner in questo periodo.
    Mi sento sollevato a dar un nome a tutto ciò: doc omosex.

    Complimenti per l’articolo e la chiarezza

    • Avatar Dott. Damiano Colamonico ha detto:

      Grazie mille Alessandro, è facile imbattersi in questo genere di pensieri intrusivi, tanto che questo disturbo rientra tra quelli dello spettro ossessivo compulsivo. Inoltre è più diffuso di quanto si creda e, al contempo, molto poco discusso.

      I miei studi si sono spesso soffermati su questo disturbo ed oggi svolgo degli incontri specialistici con i miei pazienti che mi contattano.

      Grazie ancora del bel commento

  2. Avatar Gigi ha detto:

    Da quando ho iniziato ad avere questo tipo di pensieri ossessivi omosessuali la mia vita è drasticamente cambiata. L’altro giorno un mio amico mi ha sfiorato con il suo “pacco” e ho sentito qualcosa dentro di me…muoversi…non riesco a capire se effettivamente mi stessi eccitando o meno.
    Forse la mia è solo paura di essere gay…forse solo doc omosex, come lo chiama lei…non so…

    • Avatar Dott. Damiano Colamonico ha detto:

      Salve Gigi, grazie di avermi scritto.
      Quello che provi è un sentimento molto comune.
      Nei miei studi la paura di essere gay, l’ossessione di essere omosessuale, è spesso semplicemente un disturbo di tipo compulsivo che può essere trattato attraverso la terapia cognitivo comportamentale.

      A Torino, presso il mio studio, organizzo appuntamenti per affrontare questo tema e sedute specialistiche con ragazzi e ragazzi che vivono questa condizione.

      Grazie di aver condiviso la tua esperienza con me.

  3. Avatar Lorenzo ha detto:

    Buongiorno dottore, mi chiamo Lorenzo Tortelli. Ho 21 anni, e da qualche mese mi è venuto il dubbio di essere gay. Lo scorso gennaio, forse per curiosità, ho visto un porno gay, non provando però particolare erezione. Però da lì in avanti ho incominciato ad avere tanti dubbi sulla mia sessualità. Ho incominciato anche a pensare ad un mio vecchio compagno di classe, per cui non avevo mai avuto attrazione. Se potesse aiutarmi, mi farebbe molto piacere.

    • Avatar Dott. Damiano Colamonico ha detto:

      Ciao Lorenzo, innanzitutto grazie di aver condiviso la tua esperienza qui.
      Alla tua età è normale a volte porsi certe domande e avere determinati dubbi. Nel momento in cui però i dubbi diventano pensieri ossessivi possono pregiudicare la quotidianità e l’andamento della nostra vita. È bene ricordarsi questo.
      Se preferisci descrivermi meglio i tuoi dubbi e confrontarti più liberamente puoi contattarmi a [email protected] oppure chiamarmi dalle 13.00 – 15.00 e 20.30 – 21.30 al 329 6758426

      Ancora grazie di avermi scritto.

  4. Avatar Cristiano ha detto:

    Salve,
    ho 23 anni e sono ormai anni che combatto con questa strana forma di disturbo. Ho sempre vissuto relazioni etero, sono innamorato della mia ragazza attualmente e non ho nessuna intenzione di cambiare il corso della mia vita. Ogni giorno devo fronteggiare il mostro del doc omosex e cerco il motivo di tutto questo. Forse i traumi ricevuti nell’infanzia (come giochi strani ed incoscienti con i cugini molto più grandi di me) oppure il complesso di inferiorità in adolescenza in cui ero in fissa con le mie dimensioni e mi vergognavo di essere normodotato. Adesso sono in cura ma le sedute costano troppo e sarò costretto a stoppare presto il percorso. Vorrei una mano dal cielo.

    • Avatar Dott. Damiano Colamonico ha detto:

      Ciao Cristiano,
      grazie di avermi contattato e aver condiviso la tua esperienza.

      L’aver iniziato un percorso è un ottimo passo per affrontare il problema, bravo.

      Ho notato che mi hai scritto anche in privato con un mail, ti rispondo lì più approfonditamente.

      Grazie per il tuo contributo.

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