Doc Omosessuale: Testimonianze

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Testimonianze del DOC Omosex

Le storie raccontate direttamente dai miei pazienti, le loro paure e le cause scatenanti del disturbo

Il DOC omosessuale è una forma particolarissima di disturbo ossessivo compulsivo – DOC – caratterizzata dal timore pervasivo di essere omosessuali. Questo disturbo, molto distante da un problema di accettazione di orientamento sessuale, si manifesta tra la tarda adolescenza e la prima etá adulta e se non trattato può stabilizzarsi nel tempo rendendo la vita di chi ne soffre davvero molto faticosa. Si tratta di uno dei pensieri sessuali indesiderati e ossessivi più comuni.

Rimandando ad altri articoli in cui ho trattato l’argomento di quali sono i vissuti più comuni che si manifestano in questo disturbo, in questa occasione voglio parlarvi di alcune analogie presenti nelle storie di vita di molti pazienti che si confrontano con questo problema. All’interno dell’articolo scorreremo infatti alcune delle testimonianze del DOC omosessuale raccolte nelle numerose sedute affrontate con i miei pazienti.

I pazienti con questo tipo di problema riportano spesso di aver dato molta importanza al sesso femminile nella loro vita adolescenziale, molti di loro riescono a rievocare il ricordo di quanto desiderassero essere apprezzati e ricevere attenzione dalle proprie compagne durante, ad esempio, il periodo scolastico. Il punto che quasi tutti riconoscono al fianco di questo forte desiderio di “conquista e attenzioni” una forte frustrazione legata all’incapacità di soddisfarlo.

La testimonianza di Michele

Michele è un paziente di 25 anni affetto da disturbo ossessivo compulsivo omosessuale. Una volta mi disse:

“Quando ero alle scuole medie, ricordo che tutti i miei compagni mi sembravano più forti e disinibiti, loro riuscivano a parlare con le ragazze, a scambiarsi letterine e messaggi…molti di loro pomiciavano nel cortile all’uscita di scuola…io mi sentivo inferiore a tutti loro e li invidiano parecchio”

Possiamo considerare questa sua testimonianza, ricavata da un piccolo estratto di seduta, come una sorta di cartina di tornasole del mondo interno di questi pazienti. Rispetto al desiderio di piacere ed essere apprezzati la loro immagine interna è quella di essere inadeguati e non meritevoli, per questa ragione, specie nella prima adolescenza, questi pazienti osservano moltissimo come i propri pari interagiscono con l’altro sesso.

Diventano gradualmente molto più attenti agli individui del loro stesso sesso a volte idealizzandoli, desiderando di voler essere come loro, identificandoli come modelli di successo. Peccato che in questo processo di idealizzazione dell’altro finiscono per accrescere il proprio senso di inadeguatezza interna.

Giorgio, 31 anni: la sua testimonianza sul DOC Omosessuale

Giorgio di 31 anni invece mi raccontava che

“durante i primi anni al liceo ero affascinato da come Carlo, un mio amico, riuscisse ad ottenere così tanti apprezzamenti dalle ragazze di tutta la scuola, aveva un fisico molto atletico. Una volta dopo l’ora di educazione fisica, negli spogliatoi, si tolse la maglietta mostrando il suo torace ampio e i suoi pettorali tesi, ricordo che in quella occasione mi sentii in imbarazzo e forse arrossii

Il paziente riuscì dopo qualche seduta a riconoscere che quell’imbarazzo fosse dovuto al forte senso di inadeguatezza e di inferiorità che gli trasmise il suo compagno e che non stava certo arrossendo perché ne fosse attratto. Il corpo del suo amico Carlo gli piaceva si, ma in una forma di naturale ammirazione e desiderio di possederne uno simile.

I pazienti con DOC omosex spesso misinterpretano il proprio senso di ammirazione nei confronti di individui dello stesso sesso per attrazione fisica e/o mentale e di conseguenza con la paura di essere gay. Questo accade principalmente per il profondo senso di inadeguatezza e scarso valore che, portandoli ad evitare il contatto con il sesso opposto, contribuisce a condannarli ad una frustrazione costante e molta ansia.

La storia di Mirco, 23 anni

Mirco, 23 anni arriva in seduta molto  preoccupato

“quest’estate sono stato in vacanza con la compagnia di Salvatore un mio collega di università. Una mattina in spiaggia, nonostante ci fosse Cinzia una ragazza che mi piace tantissimo, non riuscivo a togliere lo sguardo da un ragazzo che poteva avere qualche anno in più di me che aveva degli addominali scolpitissimi….ho provato tanta ansia e non riuscivo a parlare con nessuno, in quel momento ho avuto il terrore di essere gay!”

Anche in questo piccolo episodio si annida una costante presente tra i pazienti che soffrono di questo disturbo: la sensazione ambivalente e confusa generata da un lato dalla convinzione consapevole che si sia attratti da una ragazza, ma dall’altro dall’incapacità di distogliere lo sguardo da un ragazzo.

Cosa possiamo osservare in tutte le testimonianze dei pazienti affetti da DOC Omosex?

Anche questo vissuto, come tutti gli altri, è spesso attivato dallo schema di inadeguatezza e di scarso valore personale. Mi permetto di sintetizzare una sequenza che raccoglie al meglio il funzionamento dei pazienti che sperimentano questo funambolico conflitto.

  1. Il paziente vede una donna che lo attrae
    1. Si attiva il bisogno di ricevere attenzioni e apprezzamenti
    2. Si attiva un immagine di sé come “debole e di scarso valore
  2. Il paziente è in allarme “se proverò a farmi notare allora riderà di me e farò una figuraccia”
  3. Il paziente, essendo in allarme attiva l’attenzione per il pericolo (worry monitoring) e si confronta con altri uomini presenti nei dintorni, che possano rappresentare una minaccia
  4. Dal confronto si vede perdente “lui è molto più attraente di me e molto più carismatico, è molto più forte etc”
  5. Il paziente resta concentrato sull’uomo in una modalità auto-svalutante e idealizzante
  6. La sofferenza emotiva dell’intera scena non viene integrata dai processi di consapevolezza del paziente e prende la forma del disturbo “se guardo l’uomo allora sono gay” generando un ansia molto forte.

In chiusura di questo contributo vorrei far notare che il DOC omosex è un sistema disfunzionale che i pazienti mettono in moto per non affrontare il proprio senso di inadeguatezza sociale e scarso valore, che se vedessero con chiarezza li porterebbe a soffrire maggiormente.

Il trattamento psicologico – attraverso le terapia cognitivo comportamentale – e riabilitativo mira proprio a migliorare le capacità di lettura emotiva di questi pazienti e a correggere le credenze errate su di sé e sul mondo profondamente caratterizzate da categorie polari come quelle della forza/debolezza, valore/inettitudine etc sulla base delle quali il paziente si posiziona sempre al polo negativo.


Ti sei rivisto nelle testimonianze di DOC Omosessuale? Parliamone

Se leggendo le testimonianze dei miei pazienti affetti da DOC Omosessuale ti sei rivisto nello sperimentare questi pensieri intrusivi, ti consiglio di parlare con uno psicologo specializzato in disturbo ossessivo compulsivo per ritrovare quanto prima il tuo stato di benessere.

Da tempo ormai presso il mio studio di psicologo a Torino, e su Skype, affronto il problema delle ossessioni omosessuali con pazienti che soffrono di disturbo ossessivo compulsivo con sedute singole e di gruppo.

È possibile organizzare sedute anche via Skype. Sentiti libero/a di contattarmi.

Parlami dei tuoi problemi o dubbi e troviamo assieme una soluzione.

 

 

 

Dott. Damiano Colamonico
Dott. Damiano Colamonico
Sono il Dott. Damiano Colamonico, psicologo a Torino ad orientamento Cognitivo Comportamentale.Esperto dei principali approcci in campo di neuroscienze, psicologia cognitiva e neuropsicologia, dirigo il Centro Clinico “StudioColamonico” a Torino e Chieri dove, insieme ai miei collaboratori, mi occupo di riabilitazione e trattamento dei principali disturbi della sfera psicologica.Attraverso i miei studi in tecniche cognitivo comportamentali presso l'istituto Watson di Torino ho appreso le più efficaci strategie di intervento per la riabilitazione dei più comuni disturbi mentali e della sofferenza psicologica.

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