FOMO (Fear Of Missing Out): Cos’è e Quali Sono i Rimedi

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Quali Sono i Sintomi della FOMO: Paura di Essere Disconnessi

La FOMO, o Fear of Missing Out, è la paura che coinvolge diverse persone di perdersi esperienze piacevoli e gratificanti che coinvolgono altre persone. La letteratura ha provato a dare delle spiegazioni al fenomeno cercando di capire quali possano essere i sintomi e come curarla. In questo articolo vedremo cos’è la FOMO e quali sono i possibili rimedi.

Significato dell'acronimo FOMO

Cos’è la FOMO: Fear Of Missing Out

La relazionalità è uno dei bisogni più arcaici e naturali del genere umano. Essa può essere immaginata come un ventaglio di necessità che ne contempla all’interno ulteriori altre. Lo psicologo americano Richard Erskine ha individuato differenti sotto-categorie tra i bisogni relazionali, come la condivisione, la sicurezza all’interno della relazione, il bisogno di essere compresi e di esprimere la propria autenticità, di sentirsi in grado di influenzare gli altri, di sentire l’interesse altrui e di esprimere amore

I social media in questo contesto si presentano come uno strumento mediante il quale implementare le forme di interazione sociale, fornendo a ciascun individuo la possibilità di accedere in qualsiasi momento al contatto con il mondo, potendo osservare le attività svolte dagli altri, parlare con amici, conoscenti e sconosciuti, condividere aspetti di sé. Questo però, d’altra parte, può costituire terreno fertile per la nascita di forme patologiche relazionali date dall’utilizzo dei media stessi. Sono infatti in molti a chiedersi come si chiama la paura di perdersi che sperimentano sempre più spesso.

Fear of Missing Out: Significato e Definizione

La Fear of Missing Out – FoMO – indica letteralmente la “paura di essere tagliati fuori” e si manifesta con uno stato di intensa apprensione rispetto all’idea che gli altri, soprattutto amici e conoscenti più stretti, possano fare esperienze gradevoli, entusiasmanti, sociali, alle quali non si partecipa. Un altro aspetto che definisce la FoMO è, accanto alla paura di essere assenti, anche il desiderio di essere costantemente connessi con gli altri (Przybylski et al., 2013).

Studi sulla FOMO (Fear of missing out)

Andrew Przybylski, uno dei maggiori studiosi mondiali della FoMO, ha condotto numerosi studi sulla patologia, nel tentativo di fare luce su questo fenomeno ancora poco conosciuto, di implementarne la conoscenza e di mettere a punto strumenti di valutazione e di cura. Un’inchiesta di JWT (2012) ha fatto emergere un’interessante definizione della problematica: “il sentimento scomodo e divorante di essere tagliati fuori, che i tuoi amici stiano facendo qualsiasi cosa migliore della tua o che posseggano cose migliori delle tue”. Attualmente la ricerca scientifica sta tentando di esplorare ed approfondire questo scomodo fenomeno, il quale comporta conseguenze profonde nella personalità di chi ne soffre, per ideare protocolli di cura quanto più efficaci.

Definizione della FOMO

Legame tra Social Media e FOMO

Se è possibile identificare la FoMO come la necessità costante di mantenere il contatto con l’altro, accompagnata da un timore pervasivo di essere messi da parte, di non essere coinvolti, di perdersi momenti sociali più o meno importanti, appare abbastanza evidente che questi aspetti siano profondamente collegati a caratteristiche personali dell’individuo, come l’ansia sociale. Allo stesso tempo non si può prescindere dal ruolo giocato dai social network nell’alimentare, proprio per il modo in cui sono strutturati, comportamenti tendenzialmente patologici come la FoMO, ma anche le diverse dipendenze da Internet. Facebook, Instagram, TikTok, Twitter, ideati per chi è alla ricerca di interconnessione, permettono di raggiungere un gran numero di persone, senza sprecare troppe energie (Ellison, Steinfield & Lampe, 2007). Chi ha una problematica di questo tipo tende ad utilizzare i social network in maniera maggiore e pervasiva: al momento del risveglio, durante le lezioni a scuola e all’università, quando ci si sveglia di notte e persino alla guida (Przybylski et al., 2013). Occhio però a non confondere la FOMO con la dipendenza da social network o la dipendenza da whatsapp.

Fomo e Nomofobia

Secondo uno studio di Turkle, la quale ha esaminato il rapporto tra social e relazioni, il bisogno di essere costantemente connessi agli altri, così come ben rappresentato dalla FoMO, o Fear of Missing Out, e di appagare questo desiderio attraverso i mezzi virtuali, può comportare una serie di risvolti negativi, come ad esempio l’utilizzo del cellulare anche mentre si è fisicamente assieme ad altre persone, perdendo il valore del qui-ed-ora relazionale che può innescare una solitudine ancora più profonda, o adoperarlo in situazioni potenzialmente pericolose per l’incolumità stessa della persona (Turkle, 2011). Appare chiara dunque la forte correlazione tra la FoMO e la Nomofobia, il quale significato è rappresentato dalla paura di restare senza cellulare – No Mobile Phobia –, che in entrambi i casi assume la connotazione di rischio di essere esclusi dalla rete sociale, reale e virtuale.

Soggetti più a Rischio

Secondo Przybylski, il primo autore ad aver studiato la FoMO in maniera sistematica, i soggetti più colpiti dalla fear of missing out , come è intuitivo, la popolazione più giovane, ovvero quella che ha un uso più intensivo delle nuove tecnologie. Sembrerebbe, dall’inchiesta condotta dal JWT (2012), che circa tre quarti dei ragazzi ne soffrano.

FOMO e Adolescenza

Come accennato tra i soggetti più colpiti dalla FOMO vi sono i ragazzi nella fascia di età adolescenziale i quali sembrerebbero i più a rischio nel subire le conseguenze della fear of missing out (FOMO). In particolar modo, i ragazzi sono più propensi delle ragazze ad utilizzare i social media per far fronte al corteo di sentimenti negativi legati alla paura di essere tagliati fuori (Przybylski et al., 2013).

Ragazza subisce le conseguenze della FOMO

Come Riconoscere la Fear Of Missing Out: Sintomi

Tra i sintomi legati alla FoMO possiamo annoverare, da un lato, gli aspetti connessi alla paura, ansia, preoccupazione, stress e angoscia legate all’idea di essere esclusi dagli eventi sociali, dall’altro un insieme di strategie massicce volte ad evitare questi sentimenti spiacevoli, come lo sforzo di mantenersi sempre in contatto con l’altro, soprattutto con un uso massivo dei social media. Lo strumento virtuale infatti si presenta come il mezzo perfetto per soddisfare questa necessità, ma allo stesso tempo, costituisce un rischio di minaccia alla percezione di sé e in generale al senso di benessere (Przybylski et al., 2013). Dunque, è fondamentale per l’individuazione della FoMO, porre l’attenzione sull’effettivo dispendio di tempo ed energie per controllare cosa gli altri stiano facendo, quali attività stiano svolgendo, a quali eventi stiano partecipando. D’altro canto, assieme a questo timore vi è anche l’impellenza di pubblicare storie o post, per mostrare agli altri la propria vita sociale.

Cause

Tra le cause ascrivibili alla FOMO e che spesso portano a sperimentare la sensazione di panico per il timore di essere tagliati fuori, vi è spesso un basso livello di autostima, alimentato dall’uso patologico della tecnologia, per cui chi soffre di questa problematica si sente minacciato all’idea che gli altri possano vivere esperienze e attività più interessanti delle proprie. L’ansia sociale, intesa come la sensazione costante di essere sottoposti al giudizio altrui, gioca un ruolo decisivo, poiché la persona che ne soffre tende ad avere lo sguardo rivolto sempre verso l’altro, nell’attesa di captare eventuali segnali di approvazione/disapprovazione, effettuando continuamente un confronto tra la propria rappresentazione e quella altrui, esasperata dall’uso dei social.

Conseguenze della Fear Of Missing Out

Il fenomeno della FoMO, per quanto non sia presente in manuali ufficiali come il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali – DSM – o nella Classificazione Internazionale delle Malattie – ICD –, è pur sempre un fenomeno in grande espansione e che richiede un’attenzione particolare, soprattutto per la delicata fascia di popolazione che tende a colpire, ovvero i giovani. Esso comporta effetti estremamente negativi su diversi aspetti del benessere personale, tra cui quelli:

Fisici: tensione, nervosismo, forte stanchezza, alterazione del ritmo sonno-veglia e stress psico-fisico (Milyavskaya et al., 2018);

Psicologici: ansia, depressione, ansia sociale, bassi livelli di autostima e di soddisfazione personale.

Possibili Rimedi alla FOMO

Secondo Alutaybu et al. (2020), tra i rimedi più efficaci nella lotta contro la FoMO vi è psicoterapia, in particolar modo quella cognitivo-comportamentale. Essa si pone come finalità ultima il miglioramento del benessere di vita globale attraverso un’esplorazione dei fattori che inducono all’ansia, andando a scoprire le modalità per gestire il carico emotivo legato ad esperienze negative, le aspettative percepite dagli altri e legate all’essere in relazione, aumentando la possibilità di svincolarsi dall’uso del cellulare e dal meccanismo di controllo continuo dell’altro.

 Bibliografia

 

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Dott. Damiano Colamonico
Dott. Damiano Colamonico
Sono il Dott. Damiano Colamonico, psicologo a Torino ad orientamento Cognitivo Comportamentale. Esperto dei principali approcci in campo di neuroscienze, psicologia cognitiva e neuropsicologia, dirigo il Centro Clinico “StudioColamonico” a Torino e Chieri dove, insieme ai miei collaboratori, mi occupo di riabilitazione e trattamento dei principali disturbi della sfera psicologica. Attraverso i miei studi in tecniche cognitivo comportamentali presso l'istituto Watson di Torino ho appreso le più efficaci strategie di intervento per la riabilitazione dei più comuni disturbi mentali e della sofferenza psicologica.

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