Not Just Right Experience (NJRE) e Disturbo Ossessivo Compulsivo

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ragazza con sindrome di not just right experience

Cos’è la Sensazione di Not Just Right Experience e Come si Lega al Disturbo Ossessivo Compulsivo?

Il Not Just Right Experience (NJRE) è un fenomeno che viene descritto come una sensazione soggettiva che fa percepire al soggetto che ne soffre le esperienze vissute come “non pienamente soddisfacenti” e le cose, le situazioni, gli avvenimenti come “non a posto”, o “not right”. L’individuo affetto da NJRE è portato a cercare di modificare l’ambiente circostante per diminuire il disagio provato: per questo studi hanno evidenziato come il NJRE potrebbe avere una relazione con il Disturbo Ossessivo Compulsivo.

persona con njre

Cos’è il Not Just Right Experience (NJRE)?

Il NJRE o Not Just Right Experience è un vissuto psicologico e patologico caratterizzato da una forte sensazione di ansia e incompletezza riguardo ad azioni da dover svolgere o che sono state svolte. È una condizione soggettiva ma che comporta un vissuto di ansia e disagio molto significativo tale da compromettere il benessere di chi lo sperimenta.

Ad oggi è difficile spiegare questo disturbo perché è caratterizzato da sensazioni interne (e quindi ha sintomi difficilmente visibili) e perché spesso viene associato a sintomi emotivi e pensieri tipici di un Disturbo Ossessivo Compulsivo, con il quale può avere una correlazione ma non un eguaglianza totale.

È importante sottolineare che il senso di incompletezza non riguarda un raggiungimento di una performance, ma più che altro una sensazione interna di avere a che fare con esperienze, azioni, comportamenti, compiti mai del tutto conclusi e percepiti come “non a posto” o “non soddisfacenti”, che quindi compromettono l’equilibrio e la gratificazione della persona che si sente costretto a ripeterli, riprenderli e non staccarsi mai totalmente.

Storia e Studi sul NJRE

Molti sono gli studi a favore della descrizione e definizione di questo disturbo. Basto pensare che già nel 1903 si parlava, in un libro di Janet intitolato “Les obessions et la psycastènie” rispetto al senso profondo di imperfezione, di una “percezione che le azioni compiute non siano realizzate completamente o che non producano un adeguato senso di soddisfazione”.

Altri studi hanno associato il Disturbo Ossessivo Compulsivo al NJRE e quest’ultimo come precursore del DOC. Ad esempio, lo studioso Summerfeldt ha dedotto che il senso di incompletezza caratteristico del NJRE può essere associato alla manifestazione di sintomatologia DOC.

Allo stesso modo lo stesso Pitman nel 1987 addirittura suppone che il NJRE possa essere un’anticipazione, attraverso la manifestazione dei pensieri riguardo il senso di incompletezza, di un vero e proprio DOC.

Quello che emerge dagli studi è sicuramente una forte correlazione tra il NJRE e il DOC.

NJRE e Sensibilità alle Emozioni

Attraverso ricerche condotte negli ultimi anni si è potuto constatare come il contributo di emozioni e sensibilità dell’individuo giochi un ruolo essenziale nella manifestazione di disagio nel NJRE.

Quando si parla di sensibilità ci si riferisce al sistema di significato che viene attribuito ad una emozione in relazione al senso di incompletezza che l’individuo sperimenta. La persona infatti si ritrova a percepire una sensazione di forte minaccia nei confronti dell’azione non conclusa e questa sensazione procura emozioni negative che dal suo punto di vista non possono essere gestite, elaborate, decodificate e ridimensionate.

Una persona che soffre di NJRE avrà in testa frasi come “se non riesco a finire questa azione non riuscirò a finirla mai” e questo stato di emozione così negativa e minacciosa procura un senso di frustrazione che blocca ancor più sia la possibilità di concludere l’azione, sia il circolo vizioso riguardo il pensiero di non riuscire a concluderla mai.

È in questo caso che si possono manifestare sintomi compulsivi che servono all’individuo per gestire, in modo controllato e stereotipato, l’azione che non riesce a concludere, portando egli in un processo ripetitivo senza fine e frustrante, che può sfociare in un disturbo ossessivo compulsivo.

illustrazione di persona con njre

Not Just Right Experience e Disturbo Ossessivo-Compulsivo

Come anticipato, NJRE e DOC i possono avere una correlazione significativa che può comportare la manifestazione di un Disturbo Ossessivo-Compulsivo o che, al contrario, può comportare la manifestazione di compulsioni finalizzate a gestire il senso di incompletezza dettato dal NJRE.

Il Ruolo del NJRE nel DOC

L’aspetto comune tra NJRE e DOC riguarda la messa in atto di compulsioni. In questo caso l’influenza del senso di incompletezza può giocare un ruolo importante nella esacerbazioni di azioni ripetute che possono sfociare in sintomi ma in modo diverso da quelli osservabili nel DOC.

Nel Not Just Right Experience ad esempio, la ripetitività di controllare se la luce della stanza accanto sia spenta è osservabile come una compulsione, ma viene messa in atto non perché di base si ha la percezione che non lo sia, ma perché il pensiero e l’emozione sperimentata riguarda l’idea che qualcosa non sia a posto o non sia “giusta”, non sia risolta e quindi conclusa.

A lungo andare però, se non si elabora questa presenza ingombrante di sensazione di incompletezza, la persona può iniziare a mettere in atto l’atteggiamento di controllare se la luce sia spenta in modo ripetitivo associandola ad una riduzione dello stato di ansia procurata dalla necessità di mettere a posto quella determinata azione, di ripristinare un senso di “giustezza” guidato da criteri interni. Percependo la riduzione di ansia nel mettere in atto quel comportamento (percezione farlocca), l’individuo può iniziare a riprodurla in modo compulsivo iniziando a manifestare il sintomo vero e proprio che appunto, può sfociare nel DOC.

In genere, i comportamenti compulsivi legati alla gestione delle emozioni sono i riti di ordine, simmetria, ripetizione e controllo. Sono proprio questi comportamenti compulsivi a poter sfociare nel Disturbo Ossessivo Compulsivo, in quanto riducono momentaneamente la sensazione di disagio ma innescano un circolo vizioso per il quale l’individuo necessita la messa in atto continua di tali comportamenti.

NJRE e Gravità dei Sintomi del Disturbo Ossessivo Compulsivo

La ripetitività dell’azione svolta, che inizialmente viene fatta per gestire la necessità di concludere un’azione, inevitabilmente può essere associata alla necessità di abbassare il livello di ansia dettato dall’inefficacia del controllo messo in atto. In questo caso si parla di incidenza del NJRE sui sintomi del DOC, e per sintomi si intende appunto non solo la messa in atto di compulsioni, ma la manifestazione di pensieri intrusivi (ossessioni) che iniziano ad andare a braccetto con le compulsioni, incrementando il senso di ansia e aumentando in questo modo anche la messa in atto di compulsioni per abbassare il livello di ansia.

Compulsioni, Decision Making e Not Just Right Experience

Il comportamento compulsivo caratteristico del NJRE spesso è stato associato a difficoltà da parte dell’individuo, nei confronti di azioni di decision making.

Le teorie alla base di questa ipotesi sono spiegate da Wahl, che appunto spiega come la difficoltà di interrompere il comportamento riguardi il pensiero alla base di “non averlo fatto bene”.

Per spiegare meglio, ad esempio un individuo che ha lavato la propria cucina a lucido non riprende il lavoro perché non è convinto di averla lavata, poiché è consapevole di averlo fatto e di averlo fatto in modo accurato, ma attiva la compulsione perché pensa di non averla lavata abbastanza. È in questo caso che, nel momento in cui la persona percepisce di aver messo in atto il comportamento in modo completo e appagante (just right), smette di attuare la compulsione.

NJRE e Altri Disturbi

Nella manifestazione del NJRE ci possono essere correlazioni con altri disturbi differenti da esso ma che comportano simili espressioni.

Ad esempio si può parlare di correlazione tra NJRE e stati di umore bassi (depressione), ansia, ansia sociale, e anche sintomatologie del disturbo dello spettro autistico, caratterizzato proprio da stereotipie ripetute finalizzate a fare in modo estremamente corretto un’azione.

persona con njre in terapia dallo psicologo

Terapia e Trattamento del Not Just Right Experience

Le terapie alla base della gestione del NJRE sono diverse e possono essere integrate attraverso diversi approcci.

Trattamento Cognitivo-Comportamentale

La prima terapia con un maggior livello di efficacia per il trattamento del NJRE è la Terapia Cognitivo Comportamentale.

Alla base del trattamento si ha l’idea che aiutando la persona a prendere coscienza dell’inefficacia del suo comportamento e inserendo strategie funzionali e alternative, l’individuo possa regolare il sintomo al fine di ridurlo ed eliminarlo.

La terapia si struttura con un iniziale colloquio conoscitivo in cui il terapeuta raccoglie informazioni circa la vita personale dell’individuo, la manifestazione del sintomo, la modalità con cui si manifesta, le possibili cause alla base e quindi l’insorgenza dello stesso.

Successivamente attraverso compiti guidati, che sono finalizzati a rendere autonomo nella esecuzione la persona stessa, il terapeuta agisce sul sintomo bloccando la coazione a ripetere inserendo un comportamento, pensiero, nuovo, funzionale e salvifico.

L’obiettivo finale sarà rendere la persona non solo autonoma dal punto di vista della messa in atto delle strategie, ma soprattutto renderlo libero dalla costrizione della messa in atto del sintomo per mediare la sensazione di non aver fatto abbastanza.

Trattamento Integrato

Altri trattamenti del NJRE possono agevolare il miglioramento della condizione di salute dell’individuo. Ad esempio, l’ACT (Acceptance and Commitment Therapy) è finalizzata a ridurre la sensibilità e quindi i livelli di emozione negativi e disfunzionali, della persona per poi avere una riduzione del sintomo vero e proprio.

Altri esercizi comportamentali dettati da una iniziale psicoeducazione che concerne la natura delle emozioni sottostanti al comportamento, possono aiutare la persona a comprendere e focalizzarsi più sull’emozione, gestita in modo funzionale attraverso i compiti prescritti, che sul comportamento stesso.

L’obiettivo finale è ridurre il sintomo attraverso la consapevolezza prima di tutto, della natura delirante, e la messa in atto di comportamenti alternativi e funzionali e quindi migliorare la qualità di vita personale ed interpersonale dell’individuo.

 

Link Utili e Bibliografia

 

Dott. Damiano Colamonico
Dott. Damiano Colamonico
Sono il Dott. Damiano Colamonico, psicologo a Torino ad orientamento Cognitivo Comportamentale. Esperto dei principali approcci in campo di neuroscienze, psicologia cognitiva e neuropsicologia, dirigo il Centro Clinico “StudioColamonico” a Torino e Chieri dove, insieme ai miei collaboratori, mi occupo di riabilitazione e trattamento dei principali disturbi della sfera psicologica. Attraverso i miei studi in tecniche cognitivo comportamentali presso l'istituto Watson di Torino ho appreso le più efficaci strategie di intervento per la riabilitazione dei più comuni disturbi mentali e della sofferenza psicologica.

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