Phubbing: Cos’è e Perchè è Dannoso

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Phubbing

Quali Sono le Conseguenze del Phubbing e Quali Sono i Possibili Rimedi

Il “Phubbing” è probabilmente qualcosa di cui non hai mai sentito parlare, ma con cui hai avuto a che fare senza saperlo. L’eccessivo utilizzo dello smartphone ha infatti portato molti soggetti a “snobbare”, o ignorare, le proprie relazioni, che siano relazioni di coppia o di amicizia, portando inevitabilmente a effetti dannosi sui propri rapporti interpersonali. In questo articolo vedremo cos’è il phubbing, quali sono le sue principali cause, conseguenze e come rimediare.

Phubbing: Definizione e Significato

Cos’è il Phubbing?

Per comprendere cos’è il phubbing basta pensare: a quanti di noi è capitato, mentre si stava interloquendo con una persona, di abbassare lo sguardo e controllare le notifiche di Whatsapp, pur non avendo i sintomi di una dipendenza da chat, di consultare le e-mail, o semplicemente scorrere le storie su Instagram? Questo comportamento ha un nome, e si chiama “Phubbing”.

Significato e Origine del Termine

L’origine del termine “Phubbing” è una parola di derivazione anglosassone composta dall’unione di due termini, phone e snubbing. Il suo significato fa riferimento all’atto di “snobbare” l’interlocutore, guardando continuamente il proprio smartphone invece di concentrarsi sulla conversazione in corso.

Definizione

La definizione di Phubbing è stata introdotta per la prima volta nel 2012 nel Dizionario Macquarie, per delineare i contorni di un fenomeno che coinvolge in maniera più o meno intensa chiunque abbia un telefono. A partire da quel momento, diversi sono stati gli studiosi che si sono interessati a questo comportamento: Anshari et al. (2016) hanno sottolineato la sua portata negativa nella qualità delle relazioni, poiché tale gesto sarebbe rappresentativo del desiderio di evitare il contatto con l’altro, oltre ad interferire con moltissime delle attività quotidiane come i pasti, gli incontri, le lezioni, le conferenze, il lavoro, ed i momenti con gli amici e la famiglia (Nazir & Piskin, 2016).
Altrettanti studi sono stati condotti per comprendere le origini del fenomeno, le sue cause e le motivazioni sottostanti (Al-Saggaf & O’Donnell, 2019) o per studiare strategie di disintossicazione da questo atteggiamento (Ugur & Koc, 2015) che a lungo andare potrebbe comportare problematiche serie nei rapporti interpersonali.

Conseguenze del Phubbing

Chi Sono i Soggetti Colpiti dal Phubbing?

Uno studio del Pew Research Center ha dimostrato come l’89% degli intervistati ha adottato comportamenti di Phubbing durante l’ultimo evento sociale a cui ha partecipato. Le ricerche recenti hanno inoltre mostrato quali potrebbero essere i soggetti più colpiti dal phubbing. Infatti, si può notare come le persone tenderebbero a mettere in atto tale atteggiamento più frequentemente con le persone più vicine, soprattutto se si tratta di un partner sentimentale (Al-Saggaf & MacCulloch, 2019), rispetto alle persone che non si conoscono bene.
La portata del Phubbing sembrerebbe dilagante: sarebbe difficile trovare qualcuno che non sia stato un phubber (termine utilizzato per chi lo mette in atto) o un phubbee (chi lo subisce). Eppure, ,ci sono alcuni soggetti che potrebbero essere maggiormente colpiti da questo fenomeno, ovvero chi sente la necessità di essere costantemente connesso con il mondo virtuale. Spesso il fenomeno del phubbing è infatti presente in persone con Dipendenza da Social Media, da Internet o che manifestano sintomi di Nomofobia, cioè la paura di non poter utilizzare il cellulare e di essere conseguentemente tagliati fuori da ciò che gli altri fanno.

Possibili Cause

Poiché quello del Phubbing è un fenomeno complesso, bisogna considerare una molteplicità di fattori che lo possono causare. Anzitutto, potrebbe essere connesso a variabili contestuali, come il sentirsi annoiati durante un evento, o in compagnia di alcune persone; si potrebbe provare disagio all’interno di una situazione che non si conosce, così il consultare il telefono potrebbe essere inteso come un modo per sentire la vicinanza di qualcuno che non è presente in quello specifico contesto. Tra le cause psicologiche, invece, si potrebbe annoverare la presenza di dipendenze dallo smartphone, dipendenza dal social network, dipendenza da internet, la necessità di controllare i propri livelli di ansia sociale attraverso l’uso del cellulare. Per avere una comprensione più completa del fenomeno del phubbing e delle sue possibili cause non vanno dimenticate però le motivazioni culturali e sociali: sembrerebbe che l’ignorare ed il trascurare l’altro durante le interazioni per concentrarsi sul cellulare sia ormai accettato socialmente dalla maggior parte delle persone, tanto da essere divenuto per molti un comportamento automatico difficile da inibire.

Phubbing e Problemi di Coppia

Conseguenze del Phubbing

Tra le principali conseguenze del phubbing non possiamo non citare l’insoddisfazione nella coppia. Infatti, Il fenomeno in questione sembrerebbe anzitutto comportare un peggioramento della qualità delle relazioni, poiché l’interazione viene continuamente interrotta dall’atto di controllare il proprio smartphone. L’essere assenti mentalmente, seppur presenti fisicamente, va ad incidere negativamente sulla possibilità di creare un legame intimo e profondo con l’altro, contribuendo a lungo andare a stabilire relazioni sempre più superficiali.

Influenza nel Legame di Coppia

In uno studio di Roberts & David (2016) circa la metà degli adulti hanno riferito di essere stati trascurati dal proprio partner a causa del cellulare. Gli stessi studiosi hanno rilevato che il 36% ha provato sentimenti di tristezza ed il 22,6% ha imputato i problemi presenti nella relazione al Phubbing. Tale fenomeno è infatti lesivo delle relazioni di qualsiasi natura, poiché viola uno dei bisogni principali umani, cioè l’interazione autentica con l’altro. Tale effetto negativo diviene ancora più pregnante nelle relazioni sentimentali e provoca nel phubbee emozioni di isolamento, distanza mentale, incomprensione, oltre che reazioni di gelosia.

Phubbing: Relazione Genitori e Figli

All’interno di questo tipo di relazione potrebbero essere entrambi gli attori ad interpretare il ruolo del Phubber: spesso i giovani utilizzano il cellulare come mezzo tramite cui ricercare la propria autonomia ed indipendenza, connettersi con i propri pari e soddisfare il bisogno naturale di appartenenza ad un gruppo e di differenziazione dai propri genitori. La tendenza all’utilizzo dello smartphone, però, potrebbe andare oltre questo processo fisiologico ed evolutivo e divenire una modalità strutturata di comportamento all’interno delle relazioni, attraverso atteggiamenti tipici del phubbing. Allo stesso tempo ci si può trovare nella situazione opposta, quella in cui sono i genitori a controllare continuamente il cellulare, non prestando attenzione a ciò che i propri figli vogliono comunicare, contribuendo ad una loro possibile sensazione di essere ignorati, o “snobbati”, e di non essere sufficientemente importanti per i propri genitori.

Phubbing e relazione genitore-figlio

Quali Sono le Cure e i Possibili Rimedi al Phubbing

In Australia è stata intrapresa da circa dieci anni una battaglia per combattere questo fenomeno, diffusa e resa nota anche attraverso la creazione del sito web stopphubbing.com, il cui motto è “Stop Phubbing & Start Connecting”. All’interno di questa pagina sono presenti consigli e suggerimenti per intraprendere e mantenere relazioni sane, non esclusivamente virtuali, partendo dal tentativo di evitare di ignorare l’altro per usare il telefono. La battaglia in questione ha come obiettivo proprio quello di riportare il focus da un surrogato virtuale di socialità ad una modalità di entrare in relazioni autentiche e reali.
Talvolta si potrebbe essere in grado da soli di controllare questo atteggiamento di ignorare e snobbare le proprie relazioni sociali, ma tante altre volte potrebbero esserci motivazioni molto più profonde, che hanno radici nella personalità, nelle dinamiche psicologiche della persona e nelle sue difficoltà di socializzazione. Pertanto sarebbe opportuno consultare uno psicologo o uno psicoterapeuta per un confronto su questi temi, per comprenderli e comprendersi, per superarli e godere in maniera piena delle relazioni.

Bibliografia e Sitografia

 

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Dott. Damiano Colamonico
Dott. Damiano Colamonico
Sono il Dott. Damiano Colamonico, psicologo a Torino ad orientamento Cognitivo Comportamentale. Esperto dei principali approcci in campo di neuroscienze, psicologia cognitiva e neuropsicologia, dirigo il Centro Clinico “StudioColamonico” a Torino e Chieri dove, insieme ai miei collaboratori, mi occupo di riabilitazione e trattamento dei principali disturbi della sfera psicologica. Attraverso i miei studi in tecniche cognitivo comportamentali presso l'istituto Watson di Torino ho appreso le più efficaci strategie di intervento per la riabilitazione dei più comuni disturbi mentali e della sofferenza psicologica.

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